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12.01.2026

Lingue straniere, l’università di Nottingham chiude i corsi: non garantiscono più un futuro professionale agli studenti

Problemi in vista per i docenti di lingue straniere di tutto il mondo? Magari non subito in arrivo, ma se la scelta dell’università di Nottingham facesse scuola, allora sì, lì comincerebbero i guai: come riporta, infatti, il quotidiano La Stampa, l’ateneo della storica città dell’Inghilterra centrale famosa per il suo cattivo sceriffo nemico acerrimo di Robin Hood, ha sospeso le iscrizioni ai corsi di laurea in lingue moderne per i nuovi studenti.

Nel piano “Future Nottingham” è prevista la soppressione dei corsi di laurea che non assicurerebbero un futuro professionale agli iscritti, tra cui quelli in francese, spagnolo, tedesco, cinese. Paradossalmente – sottolinea il quotidiano torinese –  ciò accade in un’istituzione accademica che si vanta del brand di “Global University”.

Del resto, già a settembre scorso il Sunday Times aveva pubblicato cifre impietose: nel 2024, in più di un terzo dei licei pubblici inglesi non era previsto l’insegnamento delle lingue straniere. Agli esami che corrispondono alla nostra licenza media, la prova di lingua non è più obbligatoria dal 2004 e a partire da quella data, il numero di alunni che sceglie volontariamente di sostenere una prova di lingua straniera si è praticamente quasi dimezzato: da 500.000 a 300.000.

Adesso, però, la crisi delle lingue in Inghilterra assume un’altra dimensione, che ha un nome e cognome: Intelligenza Artificiale.

Con i traduttori istantanei reperibili su tutti gli store, ciascuno di noi può avere, infatti, sul telefonino un’applicazione che consente di tradurre qualsiasi cosa in centinaia di lingue.

Mentre prima, la distanza culturale e linguistica – oltre che geografica – con un giapponese ci sembrava una montagna insormontabile da tentare di smussare con anni di lavoro duro e di soggiorni-studio, oggi le fatiche di Sisifo sono finite, la percezione collettiva è quella che tutti facilmente possiamo parlare le lingue degli altri e gli altri possano capire la nostra.

Non conoscere le lingue sarebbe un ostacolo nel nostro mercato globale e quindi ci viene fornito su un piatto d’argento un prodotto che, come per incanto, ci consente di comunicare in qualsiasi altra lingua del mondo.

A questo proposito, La Stampa riporta un esempio significativo: un anno fa circa un’importante azienda italiana, che si occupa di sistemi di traduzione automatica basati su reti neurali, modelli linguistici e intelligenza artificiale, ha presentato la sua nuova applicazione con un video sorprendente. Un ragazzo e una ragazza erano impegnati in una video call di lavoro. Lui stava in Francia e parlava francese, lei in Giappone e naturalmente parlava giapponese. Il sistema che li collegava però traduceva all’istante le loro parole facendo apparire a schermo una perfetta sincronizzazione del labiale. Il ragazzo francese parlava fluidamente giapponese e lo stesso la sua interlocutrice con la lingua francese.

Ha, dunque, ragione, l’università di Nottingham? Sarebbe diventato inutile studiare le lingue a scuola e all’università? Ovviamente no. Decisamente no!

Imparare una lingua non significa soltanto padroneggiarne il lessico e la grammatica per poi essere capaci di utilizzarla in maniera funzionale, sia a livello di codifica che di decodifica, nelle varie situazioni della vita quotidiana o professionale. Imparare una lingua – quando la si impara come si deve –  significa spalancare la porta di un armadio che, come nelle Cronache di Narnia, ci trasporta in un mondo nuovo del quale a poco a poco impareremo a scoprire molti segreti, anche se non proprio tutti. Comprenderemo che il linguaggio non verbale degli altri, anche dei popoli geograficamente a noi più vicini, è spesso molto diverso dal nostro. Che i loro riferimenti e impliciti culturali sono forse l’aspetto più ostico ma altrettanto affascinante – e utile anche a livello professionale – nel quale addentrarsi e tantissime altre cose.

Tutto questo magari potrà non servire in una fredda transazione commerciale online, ma la bellezza e l’enorme ricchezza di una lingua difficilmente potrà mai essere restituita appieno artificialmente, per quanto Intelligente sia questo Artificio.

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