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Lista ragazze da violentare, nel muro del bagno non c’è traccia: chi l’ha fotografata l’ha cancellata, difficile trovare l’autore

Redazione

Si indaga ancora sul caso della lista delle ragazze da violentare comparsa sul muro di un bagno maschile di un liceo di Roma. La scuola è in subbuglio: la denuncia è partita dal collettivo Zero Alibi, che ha assegnato subito al caso una matrice politica.

Ancora non si è capito chi sia l’autore della lista: come spiega Il Corriere della Sera, è difficile stabilirlo in quanto la scritta è stata subito cancellata. La dirigente scolastica ha raccontato ai poliziotti come è avvenuta la scoperta dell’elenco e cosa sia successo immediatamente dopo.

Una ricostruzione che lascia perplesso proprio chi indaga, non tanto per le parole della preside quanto per il comportamento tenuto dal ragazzo: secondo quanto accertato dalla dirigente infatti quella mattina il liceale è entrato in bagno, si è accorto dello scritto contenente i nomi delle compagne di scuola (e di un compagno) messe alla gogna con il pennarello e con quel titolo vergognoso e lo ha fotografato con lo smartphone. Quindi, invece di segnalare subito ai docenti quello che aveva trovato, lo ha cancellato, non si esclude con le dita inumidite con l’acqua del rubinetto o con un fazzoletto.

Sulle mattonelle non è rimasta alcuna traccia di quello che era stato scritto. È rimasta solo la foto scattata dal testimone che adesso sarà convocato lui stesso in Questura in modo da fornire una ricostruzione dei fatti ma anche spiegare perché e come ha cancellato l’elenco. Il nome è noto.

Le parole di Valditara

Nei giorni scorsi, è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, dicendo che si è trattato di “un fatto grave, che va indagato e sanzionato duramente”, e aggiungendo anche che “con le nuove norme la scuola ha tutti gli elementi per procedere”.

Nel frattempo a dire la loro sono stati anche i genitori delle ragazze citate, come riporta Il Corriere della Sera. Questi ultimi hanno voluto scrivere una lunga lettera che, oggi, 1° dicembre, è stata letta in tutte le classi, il cui testo è stato anticipato dal Tg1. “A voi che avete scritto quei nomi sui muri. Non so chi siete. Non conosco i vostri volti, non so se sedete in prima fila o nell’ultima se siete bravi a matematica o a calcio, se fate ridere i compagni o passate inosservati. Ma so una cosa: avete scritto ‘Lista stupri’ e sotto nove nomi. Di questi otto ragazze. Parliamoci chiaro. Lo avete fatto perché sono persone che pensano, si organizzano e hanno opinioni politiche che forse vi disturbano. E siccome non sapevate come rispondere alle loro idee, avete risposto ai loro corpi. Minacciandoli. E’ un gesto antico quanto il patriarcato stesso: quando soprattutto una donna dice cose che non ti piacciono la riporti al suo corpo. Le ricordi che può essere violata, posseduta, distrutta. E’ il modo più economico per dire ‘Tu non conti niente, conta solo quello che possiamo farti’”. 

“Ma sapete quale è il problema? Che questo gesto dice molto più di voi che di loro. Dice che siete terrorizzati da ragazze che hanno più coraggio, più intelligenza, più voglia di cambiare le cose di quanta ne abbiate voi. Dice che l’unica risposta che avete trovato è la violenza perché di argomenti non ne avevate. E adesso immaginate che uno di quei nomi sia quello di vostra sorella o della ragazza per cui perdete la testa. Riuscite ancora a pensare che sia divertente? Il punto è questo: voi quelle ragazze non le avete viste come persone le avete viste come bersagli. Come corpi da usare per intimidire, per riaffermare un potere che sentite scivolarvi via. E i vostri genitori? Vi hanno forse insegnato che il dissenso politico si risolve con la minaccia sessuale? Se è così, hanno fallito. E ora sta a voi decidere se continuare su quella strada o diventare qualcosa di migliore. La violenza non spegne le voci. Ma le amplifica. Su quella lista simbolicamente, ci sono i nomi di tutti i nostri figli. DI tutte le nostre figlie. E voi? Continuerete a nascondervi dietro un pennarello e l’anonimato di un c***o, o avrete il coraggio di uscire allo scoperto e di assumervi la responsabilità di quello che avete fatto? Restiamo in attesa. Noi con tutta una comunità che non ha nessuna intenzione di far finta che sia normale”. Firmato “una madre e un padre, due che non si voltano dall’altra parte”.

Botta e risposta studenti-dirigente

Anche i rappresentanti di istituto hanno scritto in queste ore una lettera. “Negli ultimi giorni, nella nostra scuola sono emerse situazioni e comportamenti che hanno fatto sentire parte della comunità studentesca non ascoltata, non tutelata e non supportata. Come studenti e studentesse abbiamo il diritto di essere presi sul serio, il diritto a un ambiente sicuro e il diritto a una scuola che non si limiti a ‘salvare la facciata’ ma che affronti davvero ciò che accade al suo interno”. 

“Molti di noi percepiscono che, di fronte a questi problemi, la priorità della dirigenza sia stata quella di proteggere l’immagine dell’istituto più che di affrontare le difficoltà in modo trasparente e concreto. Questa sensazione ci ferisce e ci spinge a mobilitarci. Non siamo qui contro una persona. Siamo qui per un principio: una scuola è credibile non quando appare perfetta, ma quando sa riconoscere, ascoltare e intervenire. Chiediamo che le criticità non vengano minimizzate o coperte, ma affrontate con coraggio, responsabilità e dialogo reale”, si legge ancora. Per oggi, alle ore otto, è stato organizzato un picchetto di protesta a scuola.

Immediata la reazione della dirigente scolastica che, con una seconda lettera sul sito della scuola, ha risposto agli studenti: “Il liceo, lungi dall’essere indifferente alla problematica, è al contrario impegnato costantemente nella proposta condivisa di iniziative miranti a incrementare un reciproco rispetto tra uomo e donna e a contrastare ogni forma di violenza. Il liceo non è certo una scuola connotata da un clima di violenza. È lecito ipotizzare che la scritta possa essere considerata come una reazione all’incisività delle iniziative poste in atto all’interno del liceo. La scritta ottusa e scriteriata apparsa nei giorni scorsi all’interno di un bagno maschile ha suscitato pure molte reazioni mediatiche che si sono tradotte in titoli a tutta pagina e articoli molto corposi”.

Lista stupri, chi è l’autore?

Nel frattempo si indaga sull’autore dell’orrenda lista. A quanto pare, come riporta Il Messaggero, si tratterebbe di uno studente di quattordici anni. Oggi viene ascoltata in Questura la dirigente scolastica pronta a denunciare i responsabili. Due genitori dei nove ragazzi presi di mira (otto ragazze e un ragazzo) hanno già sporto denuncia, gli altri potrebbero presto fare lo stesso.

La pista seguita da chi indaga è infatti quella dello studente del quarto ginnasio, ritenuto “un ragazzo problematico”, che sarebbe stato spinto a scrivere quell’elenco sul muro da un gruppo di ragazzi più grandi. “Un ragazzino facilmente infiammabile”, lo descrivono.

Lista stupri, dirigente convocata in Questura

Minacce aggravate e istigazione a delinquere. E sullo sfondo una vendetta politica. Queste le ipotesi di reato che saranno contestate all’autore, come riporta Il Corriere. Ci sarebbe almeno un sospettato ma mancano ancora conferme ufficiali. E anche per questo, stamattina la preside è stata convocata negli uffici della Squadra mobile per fornire agli investigatori quanti più dettagli utili.

Al termine della prima fase di accertamenti, vista la gravità dei fatti – che interessano la sfera sessuale e quindi procedibili d’ufficio -, saranno inviate relazioni sia alla Procura dei minorenni sia a quella ordinaria, e saranno a quel punto i pm a decidere come andare avanti. Probabile la denuncia dell’autore materiale delle scritte sebbene resti ancora da capire se sia stato istigato da qualcuno, quindi se si tratti di un atto su commissione, eseguito da solo o in gruppo, oppure del tutto autonomo. Non viene scartata la pista del mandante esterno. 

Di certo, confermano dalla Mobile, il movente è politico: alcune delle vittime sono impegnate contro la violenza sulle donne. Al vaglio c’è un collegamento con la campagna elettorale della settimana scorsa per i nuovi rappresentanti d’istituto, con le liste impegnate fin dalla prima mattinata in sit-in all’ingresso con bandiere, fumogeni, slogan e musica a tutto volume. Le ragazze prese di mira erano presenti a quei presìdi.

Un altro aspetto inquietante della vicenda, insieme alle voci di qualcuno nel corpo docente che minimizza la situazione indicando come responsabile un giovane con “problemi comportamentali”. Al momento non è previsto che i ragazzi della lista vengano sentiti, ma potrebbe accadere nei prossimi giorni. E se individuare il colpevole dovesse diventare più complicato del previsto, potrebbe essere disposta una perizia grafologica per confrontare la lista con le verifiche scolastiche del sospettato.

A inasprire il clima già teso nella comunità scolastica, sono poi arrivati squallidi commenti su TikTok a sostegno dell’autore del lista scritta nel bagno. Ovviamente tutti da profili anonimi e con nickname volgari: “Si prenota?”, “Ci sarà un motivo, io sto con i ragazzi”, “Da fare”, “E cosa hanno fatto di male?”. E c’è persino chi arriva a postare le foto o a firmarsi come Filippo Turetta, assassino di Giulia Cecchettin.

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