“Presenterò un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione sui gravissimi episodi avvenuti al Liceo classico Giulio Cesare di Roma”. Ad annunciarlo è Alessandra Maiorino, vice-capogruppo vicario del Movimento 5 Stelle al Senato della Repubblica. “Negli ultimi mesi l’istituto è stato teatro di atti intimidatori senza precedenti“, prosegue Maiorino, “durante una controversa occupazione della scuola, ignoti hanno lasciato scritte minacciose rivolte alla dirigente Paola Senesi e a docenti, tra cui la frase ‘Senesi attenta!!’ accanto a simboli neo-fascisti“.
Maiorino ricorda anche la scoperta di due “liste degli stupri” nell’istituto. “Solo pochi giorni prima”, scrive, “era già circolata, come noto, una prima lista contenente i nomi di otto studentesse e di uno studente, in un contesto di violenza simbolica e sessista che colpisce direttamente chi lavora e studia nella scuola pubblica. Non possiamo consentire che la scuola sia un luogo dove minacce, violenza e intimidazioni vengono tollerate. Eppure, finora, né l’Ufficio scolastico regionale né il Ministero hanno dato segnali di interventi pubblici concreti”.
“È incredibile vedere come Valditara sia rapidissimo a chiedere ispezioni quando una scuola invita Francesca Albanese o simili, ma dorma di fronte a minacce, simboli neo-fascisti e liste stupri rivolte a docenti e studenti”, si legge ancora nella nota della senatrice pentastellata. “Vogliamo sapere dal Ministro: Quali azioni urgenti intende mettere in campo per tutelare dirigenti, docenti e studenti? Sono stati o saranno avviati procedimenti ispettivi per accertare eventuali responsabilità o omissioni?”.
Maiorino aggiunge altre domande per il Ministro. “Ritiene accettabile che atti di violenza sessista e intimidazione politica restino senza risposta dello Stato? Quali misure strutturali prevede per prevenire il ripetersi di episodi simili e riaffermare l’autorità delle istituzioni scolastiche? Non sarebbe il caso di introdurre interventi educativi e disciplinari contro la cultura della violenza e dell’impunità, così che la scuola torni a essere davvero un luogo sicuro e libero per tutti? Chiediamo risposte concrete”, conclude, “perché continuare a ignorare questi fatti è una vergogna per la scuola pubblica, per gli studenti e per lo Stato”.