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20.12.2025

Francesca Albanese e il webinar a scuola, genitori difendono la prof organizzatrice: “Docenti, aprite i ragazzi al mondo”

Si parla ancora dell’ispezione in alcune scuole della Toscana e dell’Emilia Romagna da parte del ministero dell’Istruzione e del Merito in seguito alla partecipazione, in un webinar rivolto agli studenti, della relatrice Onu per i territori palestinesi Francesca Albanese.

Il ministro Giuseppe Valditara l’ha avviata in quanto quest’ultima, anche se ancora è da verificare, avrebbe criticato il Governo usando epiteti infelici e avrebbe invitato gli studenti ad occupare le scuole. Come riporta Il Corriere della Sera, alcuni genitori di una delle scuole finite sotto la lente degli ispettori hanno difeso la docente che ha organizzato il webinar.

La lettera aperta

Oltre un centinaio di mamme e papà hanno firmato una lettera aperta di vicinanza agli insegnanti. La scuola, ricordano, “si occupa del mondo a 360 gradi. Noi affidiamo alla scuola le nostre figlie e i nostri figli riconoscendo alla scuola stessa il ruolo fondamentale di cerniera fra la famiglia e il mondo circostante”. Per loro la scuola è uno strumento contro l’indifferenza, che non “debba tradire il suo carattere costitutivo di comunità aperta. La scuola non può presentarsi come una fortezza monocratica e gerarchica, identica a sé, chiusa, difesa contro il mondo che le gira attorno”. A questo, concludono, “diciamo un ‘no’, fermo, e con convinzione invece diciamo alle docenti e ai docenti: ‘Aprite i ragazzi al mondo!'”, perché questo è, e deve continuare a essere, il vostro compito. Quello che la Costituzione vi impone”.

La lettera dei colleghi

Come riporta La Repubblica, qualche giorno fa anche alcuni colleghi hanno deciso di supportare la docente che ha deciso di organizzare l’incontro con una lettera inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Valditara, all’ufficio scolastico e al dirigente scolastico. A firmarla la stragrande maggioranza dei suoi colleghi della scuola, 136 su 157, che nel documento prendono apertamente le difesa della professoressa appellandosi all’art 33 della Costituzione sulla libertà di insegnamento.

Valditara: “Mentalità totalitaria dell’opposizione”

In una scuola emiliana il webinar si è tenuto mercoledì scorso, per l’interessamento di una prof di italiano, e all’insaputa non solo dei genitori degli studenti, ma anche del consiglio d’istituto e del dirigente scolastico. Proprio quest’ultimo ha preteso “una relazione didattica” dall’insegnante promotrice.

Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Bruno Di Palma, ha sottolineato: “Come sempre in questi casi, faremo gli approfondimenti necessari nelle scuole segnalate”. Ovviamente, “sono in contatto con il dirigente e con il provveditore di Bologna. Nelle scuole ci sono delle regole, la vicenda è delicata e prima di esprimersi bisogna approfondire il caso”, continua Di Palma.

Il ministro Valditara ha già annunciato l’invio di ispettori ed ha persino detto che a carico di Albanese si potrebbero persino configurare ipotesi di reato. in alcuni licei dopo le videolezioni della relatrice Onu, ritenute da esponenti di centrodestra come potenzialmente connotate da propaganda politica. Il ministro ha ribadito più volte che “la scuola deve essere un luogo di pluralismo e non di indottrinamento”, sottolineando la necessità di verificare il rispetto delle regole e della neutralità dell’insegnamento.

Albanese a scuola, Valditara al question time

Mercoledì 17 dicembre, alle 10, si è svolto il question time in diretta dall’Aula di Montecitorio, a cui ha partecipato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il capo del dicastero di Viale Trastevere ha risposto ad importanti interrogazioni relative a questioni importanti come l’ispezione nelle scuole in cui ha parlato Francesca Albanese, la pubblicazione delle Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo e le classi pollaio.

Ecco la risposta di Valditara: “La gravità dei fatti ha imposto l’avvio delle ispezioni per accertare se sono state espresse posizioni di natura politica o ideologica incompatibili con una corretta funzione educativa. Sarebbe stato criticato il Governo e sarebbero stati rivolti inviti ad occupare la scuola. Se ciò sarà confermato in quanto incompatibile con una didattica volta a formare una autonoma capacità di giudizio e lo spirito critico. Le verifiche dovranno accertare il rispetto delle procedure organizzative”.

“Il timore è che non ci sarebbe stata informazione preventiva sulle iniziative da parte degli organizzatori. Gli esiti delle verifiche saranno esaminate dagli Usr e poi ci sarà l’eventuale avvio dei procedimenti. Chi parla di censura non ha ben chiaro il significato della scuola costituzionale e delle regole democratiche. La scuola deve garantire la pluralità delle idee e respingere ogni forma di propaganda, è il luogo dove confrontare posizioni diverse. Lo scorso novembre ho emanato una circolare richiamando le scuole nell’ambito dell’autonomia al pieno rispetto dei principi della libertà di opinione e del pluralismo. Gli eventi di interesse politico devono vedere la presenza di ospiti competenti, assicurando il libero confronto tra posizioni diverse, solo se improntati al dibattito democratico e ad reale un approfondimento dei fatti rifuggendo alla logica della contrapposizione ideologica e delle facili semplificazioni”.

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