Home Attualità Lo schema Turing: sarà davvero il sostituto di Erasmus plus?

Lo schema Turing: sarà davvero il sostituto di Erasmus plus?

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Il premier Johnson, ritirando pubblicamente quanto dichiarato alla stampa solo un anno fa, che affermava che il Programma Erasmus sarebbe continuato, ha annunciato in questa prima settimana del 2021 che al suo posto, dopo l’entrata ufficiale della risoluzione Brexit, ci sarà lo schema Turing.

Il programma Turing sarà sostenuto da oltre 100 milioni di sterline, così si legge sul sito governativo www.gov.uk, fornendo finanziamenti a circa 35.000 studenti di università, college e scuole per effettuare tirocini e scambi all’estero, a partire da settembre 2021; si rivolgerà anche a studenti provenienti da ambienti e aree svantaggiate che in precedenza non beneficiavano di Erasmus+, rendendo le opportunità che cambiano la vita accessibili a tutti in tutto il paese. Il programma offrirà agli studenti opportunità di studiare e lavorare all’estero simili a quelle del programma Erasmus+, ma includerà paesi di tutto il mondo e mira a fornire un maggiore rapporto qualità-prezzo ai contribuenti.

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Turing ed Erasmus a confronto

Se si da ascolto alle reazioni dei britannici il Turing ha trovato per ora pochi sostenitori, sono infatti molte le voci di coloro che ritengono il nuovo progetto di mobilità non solo non risponde ai bisogni di studenti in entrata e uscita, ma fallirà presto perché la natura e le dinamiche dei programmi di scambio studentesco non sono state chiaramente comprese. Il problema principale è un difetto di progettazione nella mancanza di fondi per la visita (cioè per gli studenti in entrata), ha dichiarato Jim Murdoch, docente di Diritto all’Università di Glasgow, Erasmus infatti prevede il pagamento di borse di studio per sostenere i costi di viaggio e di vita degli studenti in partenza e in arrivo. Turing non lo farà, infatti solo gli studenti in uscita beneficeranno di un sostegno finanziario.

Inoltre, la prevista esenzione, secondo il Turing, dalle tasse scolastiche può continuare a coprire i costi delle lezioni presso l’istituto ospitante per gli studenti in uscita, ma l’assenza di sostegno finanziario per gli studenti in entrata, renderà le università della Gran Bretagna poco attraenti, così come è sempre più chiaro gli studenti europei in ingresso, che intendono trascorrer nel Regno Unito una sessione accademica, dovranno ora pagare 800 sterline per i visti e la copertura sanitaria dopo Brexit.

Le possibilità di successo del nuovo programma si ridurranno ulteriormente, secondo gli esperti britannici, quando gli studenti europei si renderanno conto che le opportunità di scambio di alta qualità sostenute dai finanziamenti Erasmus, e che non comportavano alcun sovrapprezzo per l’ingresso, esistono in abbondanza in altri paesi europei dove è disponibile un’ampia gamma di corsi in inglese, compresi corsi tenuti da madrelingua inglese. Man, mano che gli studenti in arrivo si prosciugano, si prosciugherà anche la diversità di opinioni degli studenti che arricchisce ogni giorno la discussione di tutorial e seminari. La partecipazione degli studenti in scambio all’insegnamento universitario porta inevitabilmente un senso di consapevolezza internazionale anche allo studente più vicino a casa e aiuta a promuovere la mobilità di studio, sostiene ancora Murdoch dalle pagine del quotidiano The National.

Previsioni dopo la chiusura di Erasmus nel Regno Unito

Con la fine del Programma Erasmus si prevede la riduzione del numero di posti disponibili per gli studenti britannici presso le università partner, poiché queste istituzioni richiederanno di riassegnare i posti di studio disponibili ad altri partner per riflettere il calo di studenti legati alla Gran Bretagna (con l’esclusione dell’Irlanda) e il trasferimento dei loro studenti verso altre destinazioni. Sia le agenzie di scambio tedesche che quelle norvegesi, per esempio, hanno già messo in guardia i loro studenti dal fare domanda per studiare nel Regno Unito, mentre esisteva l’incertezza sull’Erasmus.

Tutto questo, temono i sostenitori di Erasmus e detrattori di Turing, potrebbe significare limitare notevolmente il numero di studenti britannici in mobilità, poiché al governo inglese non converrebbe economicamente pagare le tasse di iscrizione ai corsi europei e inoltre distruggerebbe anche il concetto di “partnership” tra le aree tematiche “casa” e “ospite”. Erasmus ha promosso questo approccio fin dall’inizio, poiché opera su scambi di materie specifiche, mentre Turing richiederà accordi a livello universitario. I contatti regolari tra i partner delle aree tematiche scompariranno, così come i livelli di fiducia necessari a molti studenti per impegnarsi nella mobilità.