Si è conclusa la campagna sociale motivazionale ideata dall’inviato di Striscia la Notizia Luca Abete. Da marzo a maggio, il tour ha attraversato otto atenei da nord a sud, raccogliendo dati preoccupanti sul benessere delle nuove generazioni: il 92% degli studenti coinvolti ritiene difficile trovare lavoro, l’87% si sente abbandonato dalla politica.
Otto tappe, otto università, più di tremila studenti coinvolti in poco più di due mesi. Questa la fotografia della dodicesima edizione di #NonCiFermaNessuno, il progetto itinerante che da anni porta Luca Abete nelle aule accademiche italiane con un format basato sul dialogo diretto. Le tappe hanno toccato Roma, Chieti, Campobasso, Varese, Salerno, Palermo, Napoli e Reggio Calabria. Centoventi studenti – quindici per tappa – hanno preso parte al Laboratorio dei Linguaggi della Comunicazione, uno spazio di confronto in cui i partecipanti hanno raccontato i valori della community con il proprio linguaggio. “In aula, da nord a sud, abbiamo portato il nostro metodo”, ha spiegato Abete. “Nessuna lezione di vita, nessuna conferenza, ma orecchie tese per ascoltare le emergenze giovanili”. Un approccio che ha convinto anche i vertici accademici. La rettrice dell’Università Sapienza di Roma, Antonella Polimeni, ha dichiarato: “Ascoltare rafforza le relazioni, riduce le distanze e aiuta a non sentirsi soli. Per questo condividiamo in pieno lo spirito di #NonCiFermaNessuno”.
Alla Tecnica della Scuola, Abete ha ribadito il suo obiettivo del tour: “È stato bellissimo: otto tappe dal nord all’estremo sud, con tantissimi ragazzi pronti a raccontarsi seguendo il claim di questa edizione, Dimmi davvero come stai? Un focus sul benessere mentale di tanti studenti che, con grande autenticità e trasparenza, hanno trovato nelle aule del tour l’occasione per condividere storie di fragilità e disagio, ma anche di coraggio e resilienza. Si è creato uno scambio davvero straordinario, capace di accorciare le distanze: regala supporto a chi si sente un po’ indietro e la conferma a chi invece sta andando più veloce che quella è la strada giusta. Forse è proprio questo di cui tanti ragazzi hanno bisogno: un’occasione per incontrarsi non attraverso uno schermo o un social network, ma dal vivo, parlandosi, ascoltandosi, confrontandosi e magari uscendo dall’aula un po’ più leggeri”.
E conclude: “Questa è la sensazione che molti mi raccontano di vivere quando si fermano a parlare alla fine del talk. E forse quella leggerezza possiamo ottenerla anche cominciando a rispondere, ciascuno di noi, a questa domanda: come stiamo davvero? Cercando di non sorvolare sui nostri pensieri, le nostre necessità, le nostre fragilità, e valorizzando il più possibile quei piccoli grandi gesti quotidiani che ci rendono capaci di superare ogni difficoltà”.
L’edizione 2026 ha funzionato anche da termometro generazionale. I sondaggi somministrati nelle aule restituiscono un quadro nitido: il 92% degli studenti interpellati considera difficile trovare lavoro, l’87% si sente abbandonato dalla politica e il 95% ritiene che le parole, se usate in modo scorretto, possano fare più male dei fatti. Il claim scelto per questa edizione – “Dimmi davvero come stai” – nasce proprio da questa consapevolezza. “Quel ‘bene grazie’ automatico che troppo spesso recitiamo, l’ho ribattezzato benegrazismo e ho deciso di combatterlo con la community”, ha aggiunto Abete. Sul versante dei contenuti, il tour ha dato spazio anche agli Euro-Talks, momenti di confronto realizzati con l’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE, che hanno portato in aula le testimonianze di studenti in mobilità provenienti da Francia, Spagna, Germania, Costa d’Avorio e Repubblica Ceca.
La campagna ha prodotto risultati significativi anche online: oltre 400 contenuti pubblicati su Facebook, Instagram e TikTok hanno raggiunto più di 5 milioni di utenti unici, mentre i video degli esperimenti sociali del #NCFN Lab hanno superato i 4 milioni di visualizzazioni. Sul fronte mediatico, si contano oltre 200 passaggi tra televisione, radio e stampa e più di 50 interviste nel giro di due mesi. In autunno prenderà il via la sesta edizione del Premio #NonCiFermaNessuno, che coinvolgerà 50 università italiane in un evento conclusivo. “Il punto non è la targa, il palco o l’applauso”, ha precisato Abete. “Il punto è ricordarci che dietro vite apparentemente normali possono nascondersi cadute, rinascite, fragilità e coraggio capaci di cambiare lo sguardo di chi ascolta”.