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26.09.2025

Mai così tanti ragazzi in corteo: nasce la Generazione di Gaza

Le manifestazioni per Gaza hanno segnato un punto di svolta: non solo per la partecipazione numerosa, ma soprattutto per la motivazione che spinge questa nuova generazione a scendere in piazza. Francesco Germinario, membro del Comitato scientifico della Casa della Memoria, lo definisce un fenomeno inedito: la nascita della “Generazione di Gaza”. Ecco il suo commento sul Corriere della Sera.

Se negli anni Sessanta la “Generazione del Vietnam” si muoveva con parole d’ordine politiche contro l’imperialismo americano, oggi i ragazzi manifestano richiamandosi a valori umanitari, più che ideologici. Non gridano slogan sul colonialismo israeliano: parlano piuttosto di vittime, di diritti, di pace. Eppure, ricorda Germinario, ogni discorso umanitario è sempre anche politico.

Interessante è anche il rapporto con l’accusa di antisemitismo, che questi giovani sembrano respingere con naturalezza. Sono cresciuti in una scuola che ogni anno celebra il Giorno della memoria, vedendo film come Schindler’s List e partecipando a incontri e dibattiti. Per loro l’antisemitismo appare come un fenomeno lontano, legato al nazismo, e spesso banalizzato da un uso improprio del termine in altri contesti, dai no vax fino al dibattito politico.

Infine, un elemento da non sottovalutare: i cortei hanno offerto a questi ragazzi un’esperienza di comunicazione diversa, alternativa ai messaggi su WhatsApp. Hanno scoperto il valore del corpo in piazza, della parola condivisa nello spazio pubblico, del contatto con gli altri. Una forma di politica che non punta al potere, ma alla testimonianza, proprio come nella democrazia delle origini.

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