Ieri, 22 settembre, in occasione dello sciopero generale per Gaza organizzato da Usb e Cub, alcuni bambini, a Napoli, hanno manifestato fuori da scuola, nel loro piccolo, con i propri genitori. Secondo questi ultimi, come hanno testimoniato a Fanpage, era importante partecipare in qualche modo.
“Mia figlia ha partecipato alla sua prima manifestazione, ha sette anni. Ha capito che la guerra deve finire. Ho spiegato, non proprio in modo diretto, cosa succede a Gaza, ai bambini”, ha detto una mamma. “Anche cinque minuti qua fuori con un cartellone, era importante che i bambini capissero veramente la fortuna che hanno”, ha fatto eco un’altra.
“Ci sentiamo di stare dalla parte giusta. Ho cercato di trasmettere perché bisogna manifestare e far valere i propri pensieri”, ha aggiunto un’altra.
“Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede a Gaza. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto ‘Odio gli indifferenti’, perchè l’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. I bambini stanno morendo: in Palestina 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana”. Lo dice alla ‘Tecnica della Scuola’ Moira Aloisio, della Cub Scuola, nella giornata dello sciopero e delle manifestazioni in 75 piazze d’Italia per chiedere di fermare il genocidio a Gaza.
“La scuola non può essere estranea a una manifestazione di questo genere, sia dal punto di vista dei docenti che dal punto di vista degli studenti. Gli educatori. Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto chiaramente ‘Odio agli indifferenti’. L’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. La scuola non può non vedere quello che succede. I bambini stanno morendo: 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana. Noi, come docenti, come educatori, non possiamo restare indifferenti a tutto questo”, ha detto.