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Malato di videogiochi a 14 anni, il giudice lo toglie alla mamma e lo manda in comunità

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Uno studente di 14 anni, frequentate la terza media in un istituto di Cremona, è stato tolto alla famiglia.

Il Giudice del Tribunale dei Minori di Brescia ha deciso per l’allontanamento dalla famiglia per dipendenza da videogame. Il ragazzino, in un’accorata lettera rivolta al magistrato, chiede di essere lasciato con la mamma e di volersi impegnare a guarire dalla patologia.

Il contesto familiare è molto complesso: la mamma, abbandonata da tempo dal marito con i due figli, ha chiesto aiuto ai servizi sociali per gestire il figlio. Il ragazzino è stato seguito nel reparto di neuropsichiatria infantile e a scuola ha ottenuto un docente di sostegno.

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Sul finire dall’anno scolastico, però, emerge dal racconto pubblicato su Il Resto del Carlino, il ragazzino si assenta ripetutamente da scuola. Poi arriva l’estate, tutto sembra rientrare nella norma. Con il nuovo anno scolastico, però, il giovane non ha trovato l’insegnante di sostegno e ha cominciato ad assentarsi da scuola preferendo giocare con la PlayStation.

La mamma ha avvertito i servizi sociali, i quali hanno accusato la donna di negligenza. Il caso è finito dinanzi al Giudice minorile che ha deciso per l’allontanamento dalla casa familiare e la sistemazione presso una comunità.

Il provvedimento è stato promulgato ai primi di ottobre e sin qui non è stato applicato. L’ordine del giudice e la determinazione dei servizi sociali a farlo rispettare rimangono tali. Il ragazzino vuole rimanere con la madre. Non sono esclusi nuovi colpi di scena nei prossimi giorni.

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