La bozza della Manovra 2026 introduce una novità importante: la Carta Valore per i neodiplomati, indirizzata ai soggetti che conseguono il diploma finale presso istituti di istruzione secondaria superiore o equiparati.
Un elemento chiave per la platea scolastica è il limite di età: il diploma deve essere conseguito non oltre l’anno di compimento del 19esimo anno di età.
Non mancano le critiche; Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra ha criticato fortemente la misura: “L’accesso alla cultura dovrebbe essere promosso e garantito a tutti i giovani, non solo nell’anno della maturità e non solo dopo la promozione. L’idea che che l’accesso ai contenuti culturali sia un bonus, una specie di regalo di maturità era sbagliata quando la proponeva Renzi ed è ancora più sbagliata nella versione Meloni”.
“Escludere dal bonus cultura – spiega la deputata rossoverde della commissione cultura di Montecitorio – chi è stato bocciato, chi ha abbandonato la scuola o chi ha seguito corsi professionalizzanti sintetizza benissimo il concetto di ‘merito’ del Governo Meloni. È così che si combatte la povertà educativa? Si punisce chi ha difficoltà, chi è nato in un contesto sociale più difficile, chi ha avuto nella vita un limitato accesso alla cultura peggiorando ulteriormente la sua situazione? Risorse e bonus con il Governo Meloni vanno solo, di fatto, a chi è stato più fortunato, anche perché viene da famiglie più ricche e più colte. Una visione classista della scuola e della società che combattiamo da sempre e che – conclude Piccolotti – continueremo a combattere anche in Manovra di bilancio”.
Critica anche la Rete degli Studenti Medi: “Con la nuova Carta Valore si fanno ancora passi indietro restringendo il cerchio di studenti che potranno utilizzarla. Chiunque non abbia il diploma superiore è escluso dal bonus, ma non solo, è tagliato fuori anche chi non è riuscito a diplomarsi nei temi stabiliti di 5 anni di superiori. Chiunque sia stato bocciato quindi è impossibilitato all’utilizzo del bonus. Il divario classista si espande ancor di più, il governo sceglie di escludere anche tutti quei ragazzi che scelgono percorsi professionali. Infatti chiunque abbia scelto scuole di formazione della durata di 3 anni, come parrucchieri, estetiste, meccanici, elettricisti, pasticcieri, panettieri e giardinieri non può accedere al bonus”.
“Questo è inaccettabile – spiega Bianca Piergentili, Coordinatrice della Rete degli studenti medi del Lazio – Si stanno levando i bonus alle fasce di popolazione che più ne hanno bisogno. Chi ha difficoltà nel percorso scolastico va aiutato, non lasciato indietro levandogli l’accesso alla cultura gratuita. Questo è significativo delle intenzioni che ha il governo nei confronti dei giovani e con questa legge di Bilancio, saremo il 25 Ottobre in piazza a Roma per opporci a questa Finanziaria scellerata”.
Il contributo può essere speso per una vasta gamma di attività, tra cui:
La Carta è destinata a prendere il posto della precedente Carta della Cultura Giovani (che si rivolgeva a nuclei familiari con ISEE non superiore a 35mila euro) e della Carta del Merito (riservata a chi conseguiva il diploma con votazione di almeno 100 centesimi, entro i 19 anni), i cui effetti si estingueranno nel 2026, con abrogazione definitiva dal 1 gennaio 2027. Le due precedenti carte erano cumulabili e finanziate con un fondo totale di 190 milioni di euro.
La nuova Carta Valore sarà finanziata con 180 milioni di euro. Un aspetto cruciale per il mondo della scuola è il coinvolgimento diretto del Ministero dell’Istruzione e del Merito, il quale, insieme al Ministero della Cultura e al Mef, definirà annualmente con decreto gli importi nominali da assegnare, nonché i criteri e le modalità di attribuzione e utilizzo della card. Tale decreto dovrà essere emanato entro il 30 settembre di ogni anno, a partire dal 2026.
Il Ministero della Cultura avrà il compito di vigilare sul corretto funzionamento della Carta e di provvedere al monitoraggio semestrale delle spese. In caso di usi difformi o violazioni delle disposizioni, il MiC potrà procedere alla disattivazione della card, al recupero delle somme indebitamente percepite e all’applicazione di sanzioni nei confronti delle strutture, imprese o esercizi commerciali accreditati.
Gli enti, le imprese e gli esercizi commerciali presso i quali è possibile utilizzare la Carta Valore devono provvedere alla trasmissione della fattura e agli adempimenti richiesti per la liquidazione entro 90 giorni dalla conclusione dell’iniziativa, pena la decadenza dal diritto al rimborso.