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Manovra finanziaria: si estende il fronte della protesta

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Le novità che arrivano dal Senato, dove in questi giorni si sta discutendo la manovra finanziaria, e dai palazzi del Governo, dove la maggioranza sta cercando di trovare l’accordo per sciogliere almeno i nodi più delicati, stanno ottenendo il paradossale risultato di estendere il fronte del dissenso.
Mentre la Cgil conferma lo sciopero del 6 settembre (”Dopo il vertice di Governo – afferma il segretario generale Susanna Camuso – le ragioni del nostro sciopero generale sono non solo confermate ma anche rafforzate”) anche Cisl e Uil rompono gli indugi e proclamano la stato di agitazione.
La misura che più di altre viene considerata inaccettabile è il mancato computo degli anni di laurea e del servizio militare già riscattati ai fini previdenziali.
“Tale intervento – sostiene il segretario della Uil-Scuola Massimo Di Menna –
abrogherebbe di fatto le pensioni di anzianità per insegnanti laureati e si aggiunge a quelli presenti nel decreto che riguardano il pagamento della tredicesima, il rinvio del pagamento della liquidazione per le pensioni di anzianità, l’applicazione delle finestre mobili per il personale della scuola”.
E così il 1° settembre Cisl e Uil daranno avvio ad un percorso di mobilitazione del pubblico impiego con un presidio davanti al Senato e con assemblee e manifestazioni in altre città italiane.
“In questo quadro – annuncia la Uil –
il nostro Comitato centrale, già convocato per il prossimo 16 settembre, deciderà, anche sulla base degli effetti della mobilitazione in corso nel settore, la data di uno sciopero generale dei lavoratori del pubblico impiego”.
E anche la Cisl, per bocca del segretario generale Raffaelle Bonanni fa sapere di essere pronta a scendere in piazza:
“Sollecitiamo il Governo a ritirare questo provvedimento dalla manovra e a sostegno della nostra rivendicazione decidereremo nelle prossime ore iniziative di protesta e mobilitazione”.