“Sulla spesa per le armi, noi non abbiamo tolto un euro in questa legge di bilancio alla spesa sociale per destinarlo alla spesa per le armi“, quindi anche la scuola non è stata penalizzata. Per il futuro, invece, non è possibile fare previsioni, ma per l’Istruzione dei rischi esistono. Lo sostiene il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti parlando alla Camera nel commentare la Manovra 2026 approvata il 30 dicembre.
“Il dibattito sulla spesa per la difesa ci sarà dalla prossima primavera quando e se usciremo dalla procedura di infrazione”, ha detto ancora Giorgetti, precisando che, prima l’Italia deve “andare sotto il 3%: non è affatto scontato che questo avvenga, ma è naturalmente il mio auspicio”.
A quel punto, ha aggiunto il ministro dell’Economia, “valuteremo se chiedere la deroga per l’aumento della spesa per la difesa in modo da non toccare in alcun modo le spese destinate a sanità, scuola, istruzione“.
Molto diversamente si è espressa la segretaria del Pd, Elly Schlein: durante le dichiarazioni di voto sulla Manovra, ha detto che quella approvata è “una manovra che aiuta i più ricchi, tagliando alla sanità pubblica, tagliando alla scuola pubblica e all’università, aprendo autostrade al privato”.
“Negli anni del governo Meloni – ha aggiunto la dem – è scesa la spesa pubblica sulla sanità, sulla scuola, sulla ricerca, sulle politiche industriali e sulla casa. Dove aumenta? Sulle spese militari, per aver accettato l’irrealistico e sbagliato obiettivo di portarla al 5 per cento, come ha chiesto Trump. Dovevano fare come Sanchez e dire di no”, ha quindi sottolineato la segretaria del Pd in un punto stampa davanti a Montecitorio.
L’Ansa racconta che tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e la segretaria del Pd Elly Schlein, dopo il voto sulla Manovra, c’è stato uno scambio di battute.
Giorgetti, che all’interno della Camera stava attraversando il Transatlantico, è passato vicino a Schlein, che stava parlando con alcuni deputati Pd. “Del fatto che lo spread sia sotto i 200 punti ne beneficiate anche voi”, le ha detto Giorgetti sorridendo.
“Ma con quello che state facendo su trasporti, scuola e sanità – gli ha risposto Schlein – avremo più problemi. Ma non daremo la colpa a voi”. A quel punto, Giorgetti ha di nuovo sorriso e, allontanandosi, ha risposto: “Io faccio il mio”.
“La priorità del governo Meloni è dare mancette, invece che risposte serie alla scuola a cui, anche in questa legge di bilancio, vengono tagliate risorse, 600 milioni di euro in meno”, ha sottolineato Anna Ascani, vicepresidente della Camera e deputata Pd. “Non investono e sperperano pure fondi strategici come quelli del PNRR: il mio ordine del giorno – ha detto Ascani -, che li impegnava a risolvere il grave problema che diversi Comuni alle prese con la costruzione di nuovi edifici scolastici si trovano a fronteggiare, non è stato accolto”.
“Col Pnrr – ha continuato – abbiamo finanziato la demolizione di alcune scuole, per sostituirle con nuove strutture, più belle, efficienti e accoglienti. In molti territori quegli edifici sono oggi cumuli di macerie, ma i lavori sono fermi e non si sa quando e se ripartiranno, perché l’azienda è fallita, perché nel frattempo la graduatoria da cui Invitalia, quindi il ministero dell’Istruzione, aveva fornito le imprese responsabili è scaduta”.
“In altre parole – ha continuato Ascani – , lo Stato italiano ha demolito delle scuole in cui andavano ragazzi e ragazze e oggi, alla fine del 2025 col PNRR che sta per scadere, questa destra sta dicendo ai sindaci, agli insegnanti, ai bambini, alle famiglie che non sa se gli edifici nuovi prenderanno mai il loro posto. Perché non si sta occupando di risolvere le criticità. Un messaggio devastante: questa maggioranza fa un danno non solo alle comunità scolastiche e ai territori in difficoltà, ma alla credibilità e ai rapporti tra le istituzioni, tra un governo e gli enti locali”.