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Prima Ora | notizie del 1° luglio

01.07.2026

Martina Carbonaro, si è confidata con la prof dieci giorni prima del femminicidio: “La prima persona che mi è venuta in mente”

Si continua a parlare del femminicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa per mano dell’ex fidanzato ad Afragola, nel napoletano, nel maggio 2025.

Come riporta La Repubblica, la giovane, prima di essere uccisa, si è confidata spesso con ChatGpt, ma non solo. Si è rivolta infatti alla sua docente, dieci giorni prima del femminicidio. “Prof, per favore, ho tanto bisogno di voi…non so cosa sto provando in questo momento…siete la prima persona che mi è venuta in mente”, questo il messaggio che le ha mandato.

Trascorrono appena cinque minuti e l’insegnante risponde con dolcezza. “Tesoro mio, tra poco ti chiamo”. Poco dopo, la professoressa telefona a Martina e parla a lungo insieme a lei. Conclusa la conversazione, la docente invia all’allieva un messaggio affettuoso: “Tesoro mio, ci sono sempre”. E poi riesce a strapparle un sorriso, raccontandole di essere caduta sulle buste della spesa subito dopo la telefonata.

Sentita dai Carabinieri dopo il delitto, l’insegnante confermerà che Martina le aveva confidato di “avere dei problemi legati alla sfera affettiva” e di aver iniziato una relazione a distanza con un altro ragazzo, residente nel Nord Italia. Ma niente che potesse lasciar presagire la tragedia.

Le parole della compagna di banco

Le compagne e le docenti della giovane hanno rilasciato alcune dichiarazioni a La Repubblica. “Martina, c’è qualcosa che non va? Mi sorrise, come faceva sempre — questo quanto ricorda una sua docente di lunedì scorso, 26 maggio — Disse che andava tutto bene. Ho questa ultima immagine di lei, sono senza parole”.

Sul muro attaccato al suo banco aveva scritto “Ti amo Alessio”, in tutti i colori: blu, nero, rosso. Ora ci sono i fiori. “Martina era solare, voleva fare la carabiniera da grande, era il suo sogno”, racconta la compagna di banco. “Martina aveva lasciato il fidanzato — svela — perché mi aveva detto che non provava più i sentimenti di prima. Lui l’aveva presa male, era andato sotto casa, aveva fatto di tutto. Ma lei aveva deciso. A 14 anni non si può morire così, non ho voglia di dire altro”.

“Martina vive”

“Parlava spesso di questo ragazzo gelosissimo — confessa una professoressa — Mi rassicurò che era solo gelosia. Con i ragazzi dell’altro sesso aveva un rapporto freddo, lo hanno riferito in queste ore i suoi compagni di classe. Abbassava lo sguardo se incrociava qualcuno, perché lui non voleva che salutasse i maschi. Una ragazza perbene, studiosa, voleva fare la carabiniera”.

Sul muro in fondo alla classe gli studenti hanno scritto “Martina vive”. La dirigente scolastica ha mostrato ai ragazzi il suo telefonino: “Questo è un oggetto, non una persona. Non potete affidarvi allo sfogo sui social. Il telefono non vi può aiutare, sembra che vi dia emozioni, ma le emozioni le dovete vivere con le persone”.

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