Oggi, 18 marzo, prende il via a Roma, all’hotel Sheraton, il XIII Congresso Nazionale dello Snals-Confsal, nell’anno in cui cade il cinquantesimo anniversario della fondazione del sindacato. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio per l’occasione.
“Il Congresso Nazionale del Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola, nel cinquantesimo anniversario della fondazione, consente di sottolineare il ruolo prezioso di quanti sono impegnati nelle attività scolastiche, di formazione e ricerca. Viviamo trasformazioni che toccano ogni ambito del sapere e delle relazioni umane e sociali. La centralità della scuola, se possibile, si è fatta ancora più esigente”.
“Il ruolo, l’impegno, la considerazione sociale degli insegnanti e degli operatori della scuola hanno pertanto una straordinaria rilevanza, perché a essi è chiesto di misurarsi sul rapporto tra trasmissione dei saperi e cambiamento. Dalla qualità della scuola, dall’effettività del diritto allo studio, dipenderà molto del nostro futuro. Ai congressisti e a tutti i partecipanti auguro un proficuo lavoro, confidando che dal confronto scaturiscano proposte e propositi utili a rafforzare l’opera educativa e formativa a favore delle nostre comunità”, ha concluso.
“Viviamo un tempo complesso, in cui l’istruzione rischia di essere travolta da riforme frammentarie e da una crescente perdita di riconoscimento sociale. Il nostro Congresso vuole rimettere al centro chi ogni giorno tiene in piedi la scuola italiana, con professionalità, dedizione e senso dello Stato”, sottolinea la segretaria generale, Elvira Serafini, come riporta Ansa.
Tra i temi più attesi c’è il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027. Serafini ha annunciato una linea sindacale ferma e coerente: “Difendere il potere d’acquisto, valorizzare le competenze, rilanciare la contrattazione come strumento di equità: questi sono i nostri obiettivi. La scuola non può essere trattata come un costo, ma come un investimento strategico”.
Il Congresso affronterà anche i nodi strutturali che attraversano il sistema formativo italiano. Tra questi, oltre alla precarietà cronica, l’impatto dell’intelligenza artificiale, che apre opportunità ma anche interrogativi etici e professionali; l’autonomia differenziata, con il rischio di ampliare divari territoriali già profondi; la governance del sistema, spesso segnata da sovrapposizioni normative e da una distribuzione disomogenea delle responsabilità; le risorse, ancora insufficienti per sostenere innovazione, sicurezza e qualità dell’offerta formativa; la dignità del lavoro educativo.