Secondo le anticipazioni diffuse dalla Rai, nel consueto appello del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di fine anno, ci sarà un appello ai giovani: i cittadini, e specialmente i giovani, prendano in mano le loro sorti e quindi anche quelle della Repubblica.
Che è considerazione piena di significato e ottimismo, perché oltre a contenere un appello al senso civico dei giovani, affichè siano parte attiva e imprescindibile di ogni scelta, lancia loro un forte appello a riappropriarsi della politica dal basso e dunque diventare strumento di rinnovamento.
Pochi dovrebbero essere i riferimenti alla politica estera e ancor meno politica interna per l’undicesimo discorso di san Silvestro di Sergio Mattarella che sarà in diretta e a reti unificate alle 20.30.
Parlerà in piedi, dallo studio ‘alla Vetrata’ del Quirinale, con alle spalle il tricolore e le dodici stelle dorate dell’Unione europea.
Circa 15 minuti, precisa la Rai, dovrebbe durare di discorso, durante i quali il capo dello Stato certamente parlerà della necessità della pace, ma non entrerà nell’attualità della politica internazionale, avendoli già affrontati nei discorsi di dicembre agli ambasciatori accreditati in Italia e dalle alte cariche dello Stato, mentre lancerà spunti di riflessione con l’obiettivo di tenere ben saldi nella coscienza collettiva principi e valori costituzionali.
Inoltre il Presidente Mattarella ricorderà che con il 2026 si celebreranno gli 80anni della Repubblica nata dalla Resistenza e dal Referendum popolare che vide per la prima volta la partecipazione dele donne al voto.
Ricorrenza che da sola necessita, e per questo le scuole dovrebbero essere convolte, di un forte richiamo storico, considerando che la Repubblica rappresenta le radici della stessa Costituzione promulgata poco meno di due anni dopo.
Nelle anticipazioni, viene pure specificato che il messaggio di fine anno del Presidente non è quello di un leader politico ma la voce più alta e autorevole delle Istituzioni democratiche dove tutti i cittadini sono rappresentati e che la Costituzione ha disegnato. Il presidente traccia un bilancio, stimola l’unità nazionale, cercala coesione ed esalta il senso civico.
Ecco perché Mattarella cercherà il contatto diretto con i cittadini, soprattutto quelli più giovani, cercando di colmare il distacco dalla politica che si manifesta sempre più attraverso la disaffezione al voto.
L’astensione è un profondo vulnus della democrazia, ha rilevato più volte Mattarella assistendo preoccupato alle percentuali di votanti in caduta libera.
Altri temi, saranno quelli della pace, della coesione sociale, dell’impegno dei cittadini per garantire la tenuta della società con particolare attenzione ai giovani invitati ad agire, a non richiudersi in se stessi, a prendere in mano le loro sorti.
Il messaggio di fine anno vorrebbe favorire una riflessione collettiva sul significato profondo della Repubblica, cioè del bene del Paese e dunque della Democrazia e della difesa strenua della libertà.