Home I lettori ci scrivono Maturità 2019, l’orale con le tre buste? Un’esperienza positiva

Maturità 2019, l’orale con le tre buste? Un’esperienza positiva

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Quest’anno gli esami di maturità hanno sperimentato la novità delle “tre buste” del colloquio orale: una formula innovativa che ha mandato in soffitta la vituperata, inutile ed odiosa tesina, ossia un’accozzaglia di argomenti, messi lì insieme in bella mostra (anche senza un senso e un filo logico, ma incorniciati da una copertina ipetecnologica da far strabuzzare gli occhi alla commissione d’esame), quasi sempre non il frutto di un lavoro “intellettuale” partorito dalla mente e dall’impegno del maturando, quanto piuttosto scopiazzata di qua e di là.

Il colloquio, così come era stato presentato dal MIUR, era diventato al pari delle prove scritte (anch’esse in versione nuova e light su due discipline) era diventato quasi lo spauracchio degli studenti candidati alla maturità.

Alla fine, invece, questa formula delle “tre buste” che contenevano documenti vari scelti dalla commissione d’esame, è piaciuta agli studenti che dalla visione di un documento contenuto nella busta scelta hanno potuto effettuare collegamenti logici con tutte le discipline.

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Ovviamente creare un percorso lineare ed esauriente da una fotografia, da un articolo di giornale, ecc. non è una cosa abbastanza facile, ma non del tutto impossibile perché bastava avere una sufficiente preparazione di base in tutte le materie.

Meglio, dunque, della tesina scopiazzata ed incollata lì a caso. Se la formula ha funzionato per quest’anno scolastici, ovviamente, speriamo che i tecnici del MIUR non vogliano, assieme al Ministro Bussetti rimettere mano alla formula sperimentata ma lasciarla inalterata per i prossimi anni scolastici, in modo tale da abituare gli studenti a saper meglio gestire il percorso che li accompagna al conseguimento del diploma di maturità.

 

Mario Bocola