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Prima Ora | notizie del 1° luglio

01.07.2026

Maturità 2026, a Gaza 28mila ragazzi tentano gli esami tra bombe e tende: “Non abbiamo altra scelta”

Sotto tende soffocanti, senza connessione stabile e con i bombardamenti che scandiscono le notti, 28mila giovani di Gaza stanno cercando di prepararsi agli esami di maturità, i cosiddetti “Tawjihi”, l’unica porta di accesso all’università. È un paradosso straziante: la Striscia può vantare uno dei più alti tassi di alfabetizzazione al mondo, ma la guerra ha distrutto sistematicamente ogni istituzione educativa, tentando – come scrive la giornalista e docente Ruwaida Amer – di -“diffondere l’ignoranza”.

Da scuole eccellenti alle tende degli sfollati

Chi ha vissuto Gaza prima della guerra ricorda un sistema scolastico di qualità. Aule confortevoli, cerimonie di diploma con famiglie in festa che attraversavano le strade tra musica e applausi: un’istruzione seria, diffusa, accessibile. Poi è arrivata la guerra, e tutto è cambiato. Come riportato da Repubblica, Amer racconta di aver cercato di raggiungere i propri studenti quando Internet ha smesso di funzionare, ritrovandoli nei campi sfollati, con la mente incapace di assimilare informazioni e il corpo provato dalla fame. Ha fondato un centro educativo nelle tende, scoprendo con sgomento che alcuni tredicenni non sapevano più leggere né scrivere.

Le voci di chi prova a resistere

Le testimonianze dei ragazzi restituiscono una realtà quasi impossibile da immaginare. “Nella tenda vengo disturbata continuamente dalle persone sfollate”, racconta una studentessa di 18 anni, della zona di Al-Mawasi. “A volte aspetto fino a notte per studiare, ma allora spesso iniziano i bombardamenti”. Aggiunge un altro studente di Gaza City, studia seduto sul pavimento e soffre di dolori al collo e alla schiena. “Quando devo sostenere un esame chiedo a tutti se hanno una buona connessione, così che il test non si interrompa e io non perda punti. Voglio diventare medico, l’ho promesso alla mia famiglia, anche se in questi anni ho visto medici arrestati e uccisi. La guerra è iniziata quando frequentavo il decimo anno e ora sono all’ultimo delle superiori. Siamo costretti a sopportare, non abbiamo altra scelta”.

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