La maturità 2026 introduce cambiamenti che incidono direttamente sul lavoro in classe, ma non sempre in modo immediatamente leggibile. Il rischio è arrivare all’esame con studenti preparati sui contenuti, ma non sulle competenze realmente richieste.
Tra le novità, emerge una maggiore attenzione al percorso complessivo dello studente: non solo conoscenze disciplinari, ma anche impegno, autonomia e responsabilità. Questo sposta il baricentro della preparazione, chiedendo ai docenti di valorizzare processi e competenze lungo tutto l’anno, non solo in vista delle prove finali.
Il nuovo orale si concentra su un numero più ristretto di discipline e parte da una riflessione sul percorso svolto. Non si tratta più di costruire collegamenti forzati, ma di sviluppare un discorso consapevole e argomentato. Diventa centrale la capacità dello studente di orientarsi, selezionare e dare senso a ciò che ha appreso.
La valutazione finale tiene conto in modo più evidente del lavoro svolto durante l’anno, con margini che premiano il percorso. Questo rende ancora più delicato il tema della coerenza tra didattica quotidiana, criteri valutativi e richieste dell’esame. Una sfida che chiama in causa direttamente le pratiche dei docenti.
Su questi argomenti il corso Esami di maturità 2026: indicazioni e novità, in programma dal 27 aprile, a cura di Anna Maria Di Falco.