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Maturità 2026: i 100 doppiano i 60, ma la vera sfida è l’ammissione

In vista della Maturità 2026, i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito sugli esiti delle ultime edizioni confermano un trend consolidato: l’esame di Stato è diventato quasi una formalità per chi riesce ad arrivarci. La vera selezione avviene prima, nello scrutinio di ammissione.

Il filtro dell’ammissione

Nel 2025, il 3,5% degli studenti di quinto anno non è stato ammesso all’esame. La regione più severa è risultata la Sardegna, con il 7,1% di non ammessi, seguita da Liguria (5,0%) e Trentino-Alto Adige (4,6%). Le maglie più larghe, invece, in Molise (2,6%), Campania, Valle d’Aosta e Veneto (tutte al 2,9%). Una volta superato questo ostacolo, il diploma è quasi garantito: la media nazionale di bocciati durante le prove finali si è attestata a un microscopico 0,3%. A questi dati si aggiunge la dispersione scolastica, che riguarda l’8,2% dei giovani tra i 18 e i 24 anni usciti dal sistema prima del diploma.

I voti: le eccellenze battono i minimi

I numeri sfatano il mito dell’esame difficile. Nell’ultima tornata, solo il 4,9% dei diplomati ha ottenuto 60/100. All’opposto, il 7,1% ha conquistato 100 tondo e un ulteriore 2,8% — quasi 14 mila candidati — ha ottenuto la lode. Sommando le due fasce, sfiora il 10% la quota di diplomati col massimo dei voti: una cifra esattamente doppia rispetto a chi si ferma al punteggio minimo.

Il divario Nord-Sud

Emerge una spaccatura geografica consolidata: il Mezzogiorno si conferma la principale fucina di eccellenze. La Calabria guida la classifica con il 12,0% di 100 e il 6,1% di lodi, per un totale di quasi un maturando su cinque al punteggio massimo. Sicilia (10,3%), Puglia (9,9%) e Campania (9,5%) seguono a breve distanza. Al contrario, il Nord registra valutazioni più contenute: in Valle d’Aosta i 100 si fermano al 3,0% e le lodi allo 0,3%, mentre Lombardia (4,0%), Piemonte (5,0%) e Veneto (5,1%) restano ben al di sotto della media nazionale. Proprio le regioni settentrionali concentrano anche il maggior numero di diplomati con 60: in testa la Lombardia con il 6,8%.

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