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03.06.2026
Aggiornato alle 19:04

Maturità 2026, il messaggio di Valditara: “Vivete l’esame come un trionfo, il momento in cui proponete i vostri talenti”

Siamo nel pieno della Maturità 2026, il primo in cui si applica la nuova riforma dell’esame di stato voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che si traduce in alcuni articoli inseriti nel decreto legge n. 127 del 9 settembre scorso denominato anche DL Maturità. 

Il Sole 24 Ore, per l’occasione, ha creato una guida alle prove della Maturità 2026, che si apre con un messaggio del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Eccone il testo integrale:

“Quest’anno sono doppiamente lieto di augurare a ciascuno di voi un buon esame di Maturità. Come sapete, questo momento, che è un autentico spartiacque nella formazione e nella vita di ogni individuo e cittadino consapevole, è tornato anche formalmente a chiamarsi Maturità. Lo ricordo qui perché il cambio di denominazione rivela l’essenza di questo passaggio.

Tra pochi giorni non affronterete un esame che ha a che fare anzitutto con lo Stato, la burocrazia, i codici e i certificati. Si tratterà anche di questo, ovviamente, la formazione avviene sempre in rapporto fecondo con la polis.

Ma anzitutto sarà un esame di Maturità perché sarà il compimento di un percorso educativo, culturale, esistenziale: il vostro percorso di crescita umana. L’augurio migliore che posso farvi, allora, è di vivere la vostra Maturità rimanendo fedeli a voi stessi. Ai vostri progetti, ai vostri sogni, alle vostre intuizioni, ai vostri risultati, perfino ai vostri errori che sono un carburante fondamentale nel viaggio straordinario della conoscenza.

Questo, peraltro, è anche il modo di approfondire compiutamente il significato stesso della scuola. Essa è infatti, e tutta l’azione di questi anni del ministero dell’Istruzione e del Merito ha cercato di operare all’insegna di questa consapevolezza, il luogo per eccellenza della persona e della sua affermazione.

Uno degli articoli più importanti della nostra Costituzione, il terzo, recita tra l’altro: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana». Una parte decisiva di questo compito spetta al sistema dell’istruzione, che per tradursi autenticamente in una scuola costituzionale deve quindi avere la “persona umana” come riferimento valoriale e baricentro concreto. È la ragione per cui molte delle riforme più significative che abbiamo realizzato hanno mantenuto una stella polare comune, quella della personalizzazione dell’istruzione.

È con questo spirito che vi auguro di vivere il vostro esame: come un trionfo maieutico, come il momento in cui proponete socraticamente i vostri bellissimi, unici talenti. Questo è, in fondo, il significato stesso di Maturità: il farsi consapevoli e responsabili del proprio valore.

Buon esame a tutte e a tutti, ma soprattutto a ciascuno!”.

Il sondaggio

Maturità, t’avessi cambiata prima: per sette docenti su dieci la riforma Maturità di Valditara non cambierà in positivo l’esame di stato. Questo quanto emerge da un sondaggio della Tecnica della Scuola, al quale hanno partecipato 407 insegnanti.

La rilevazione online ha coinvolto in modo diretto 468 persone: complessivamente, hanno partecipato 407 insegnanti.

Di fronte alla domanda “Secondo te ha ancora senso l’esame di Maturità, anche se recentemente rinnovato da Valditara?” la risposta dei docenti è positiva, ma sono moltissimi coloro che non vedono più alcun senso nell’esame di Maturità.

Ad essere poco convinti dell’utilità dell’esame sono infatti ben 177 docenti su 407, quasi la metà dei partecipanti al sondaggio (il 43,49%), che non sono certo pochi. Nelle risposte aperte al sondaggio alcuni partecipanti hanno spiegato il perché della loro scelta:

“Non si dovrebbe proprio sostenere perché non ritengo che il risultato degli esami debba condizionare quanto svolto nel corso di studi dei 5 anni”.

“Dovrebbe essere eliminata e sostituita da un portfolio di competenze”.

“Andrebbe eliminata, in alternativa semplificata al massimo con costi minimi per lo Stato”.

“Tornare ad essere serio, adesso è solo una formalità senza senso”.

Ricordiamo in ogni caso che l’esame di Stato è espressamente previsto dall’articolo 33 della Costituzione che recita:  “E’ prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi”. Questo significa che per eliminare l’esame di Stato conclusivo è necessaria una legge costituzionale che richiede una procedura lunga e complessa.

Maturità 2026, riforma Valditara: cosa ne pensano i docenti?

Ma cosa pensano i docenti della riforma? Ne condividono la struttura? A quanto pare no: 297 docenti su 407, (il 72,97%, sette su dieci) non sono d’accordo con la novità ministeriale.

Per andare sul concreto, abbiamo chiesto agli insegnanti: “Quale degli aspetti della riforma della Maturità di Valditara ti convince di più?“. Ecco le risposte.

I docenti gradiscono maggiormente l’eliminazione del documento finale al colloquio, seguito dall’obbligo di svolgere il colloquio e dalla riduzione del numero dei commissari. All’ultimo posto, nelle scelte, l’istituzione delle quattro materie da portare al colloquio, scelte dal Mim a gennaio.

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