Prima Ora - Notizie del 12 giugno 2026

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12.06.2026

Tototracce Maturità 2026, il Mim ha già scelto gli autori: per la prima volta ci sarà una donna?

Si entra nel vivo della Maturità 2026. La prima prova sarà somministrata il 18 giugno alle ore 8:30 e le tracce sono già state scelte. A partire dall’11 giugno le scuole – o più precisamente i referenti incaricati dai dirigenti di ciascuna scuola – hanno avuto accesso al plico telematico in cui è stata caricata la prova grazie a un codice utente e una password apposita. Ma è bene sapere che le prove sono criptate e che per decifrare il contenuto del plico è necessaria una chiave che sarà resa disponibile solo la mattina della prova.

Ma quali autori sono stati scelti? Secondo gli studenti uscirà D’Annunzio, vincitore ufficiale del Totoesame 2026, un osservatorio scientifico-goliardico organizzato ogni anno dal portale specializzato Skuola.net.

Il tradizionale instant-poll a pochi giorni dall’esame di Stato – a cui hanno contribuito 1.000 maturandi – può incoronare i re (e quest’anno anche le regine) del tototracce. Sì, perché per la prima volta tra i favoriti della vigilia c’è una donna: Grazia Deledda.

Sarebbe un inedito assoluto la proposta al femminile per la traccia sull’analisi del testo. Ma i maturandi ci credono, forti di un anniversario significativo: i 100 anni dallo storico premio Nobel per la letteratura alla scrittrice sarda.

Completano la top ten dei “papabili” della vigilia gli usati sicuri, come i “Giovanni” Verga e Pascoli, Luigi Pirandello, Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale, affiancati da anniversari considerati praticamente certi come quello dell’80esimo “compleanno” della nostra Repubblica e dell’Assemblea Costituente o quello degli 800 anni dalla morte di San Francesco. Senza dimenticare la stretta attualità fatta di intelligenza artificiale, disagio giovanile e tensioni geopolitiche.

Il ritorno del Vate: D’Annunzio si prende la rivincita

La novità più evidente rispetto alla precedente rilevazione riguarda proprio Gabriele D’Annunzio. Dopo essere stato superato da Giovanni Verga nella tornata di maggio, il poeta-scrittore abruzzese torna a dominare le aspettative degli studenti.

Tra gli autori di prosa dell’Ottocento – ricordiamo che possono essere scelti nomi attivi dall’Unità d’Italia (1861) in poi – raccoglie il 38% delle indicazioni, con un balzo di ben tredici punti percentuali rispetto a un mese fa, lasciando Verga fermo al 27%.

Un risultato che sembra riflettere la convinzione, sempre più diffusa tra gli studenti, che il Ministero possa finalmente rompere un tabù: D’Annunzio, infatti, come detto non è mai comparso nelle tracce della Maturità dell’era moderna.

Il fenomeno si ripete anche nella poesia ottocentesca, dove il Vate sale al 26% e consolida la seconda posizione dietro a Giovanni Pascoli, che comunque rafforza ulteriormente il proprio primato, raggiungendo il 28% delle preferenze (da un più modesto 21% di partenza). Perdono, invece, quota Giacomo Leopardi, che scende dal 19% al 12%, e Ugo Foscolo, relegato al 7%.

Se sull’Ottocento il quadro si è parzialmente ridisegnato, sul Novecento emerge invece la solita certezza: Luigi Pirandello.

Lo scrittore siciliano, già favorito nelle precedenti tornate del tototracce, continua la sua corsa e arriva (anche lui) al 26% delle preferenze (a maggio era al 20%), staccando nettamente tutti gli altri candidati. A rendere particolarmente credibile la sua candidatura contribuiscono due anniversari molto significativi: i 90 anni dalla morte e il centenario della pubblicazione di “Uno, nessuno e centomila”.

Alle sue spalle, si registra però una piccola sorpresa: cresce sensibilmente Grazia Deledda, che passa dal 6% di aprile al 13% di giugno, raddoppiando i pronostici a suo favore e superando di slancio autori tradizionalmente più gettonati come Italo Svevo, Italo Calvino e Primo Levi.

Tra i poeti del Novecento, invece, resta davanti Giuseppe Ungaretti, che raggiunge il 23% dei consensi (anche lui in precedenza era al 20%), mentre rallenta Eugenio Montale, in calo al 13% (dal 18% di partenza).

A seguire, alle loro spalle, si forma un terzetto composto da Alda Merini (la principale donna lanciata sul fronte poesia), Pier Paolo Pasolini e Filippo Tommaso Marinetti, tutti accreditati dell’11%.

Gli anniversari

Se, però, c’è un dato che più di tutti mostra come le convinzioni dei maturandi si siano consolidate nell’ultimo mese è quello relativo alle ricorrenze, molto utilizzate per le tracce di testo argomentativo.

L’80° anniversario del referendum istituzionale del 2 giugno – con la nascita della Repubblica Italiana e l’allargamento del voto alle donne – vola infatti al 50% delle indicazioni. Significa che uno studente su due considera questo il gancio storico più probabile per uno degli spunti ministeriali: un risultato nettamente superiore a qualsiasi altra ricorrenza presa in considerazione.

Senza dimenticare che questo anniversario si porta appresso anche quello dell’istituzione dell’Assemblea Costituente, che ha iniziato i suoi lavori proprio nel 1946. E sappiamo che la Costituzione è un tema che piace ai ministri, anche perché non è foriero di polemiche ex-post.

Per capire la presa che sta avendo, complici anche le recenti celebrazioni, basta dire che in un mese questo tema ha guadagnato ben 16 punti percentuali (era al 34%). Dietro, ma notevolmente staccati e in calo, restano il quarantennale del maxi-processo alla Mafia (9%), il disastro di Chernobyl (9%) e il venticinquesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre (7%).

Anche tra gli anniversari legati a personaggi storici e culturali è ancora Pirandello a dominare la scena, con il 27% delle preferenze. Mantiene la seconda posizione San Francesco d’Assisi – negli 800 anni dalla morte – fermo al 18%, mentre sale Filippo Tommaso Marinetti, che raggiunge il 10%, verosimilmente sulla scorta dei 150 anni dalla nascita.

L’Intelligenza Artificiale resta il tema di attualità più atteso

Sul versante dell’attualità, la sensazione è che gli studenti vedano nell’Intelligenza Artificiale il vero argomento simbolo del presente.

Il tema più votato in assoluto è infatti quello del rapporto tra giovani, social network e IA, indicato dal 26% dei maturandi. A questo si aggiunge un ulteriore 18% che punta più genericamente sulle nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale e della tecnologia.

Dunque, sommando le due opzioni, emerge che quasi la metà dei maturandi si aspetta una traccia collegata, direttamente o indirettamente, alla rivoluzione digitale.

Ma le ultime settimane di avvicinamento all’esame hanno portato con sé anche una novità significativa: cresce il peso del disagio giovanile, che sale al 15% (dal 9% di maggio) e diventa il terzo tema di attualità più citato. Salute mentale, fragilità emotive, dipendenze e difficoltà relazionali sembrano quindi guadagnare terreno nelle aspettative degli studenti.

Più indietro, invece, vengono relegate le guerre e le crisi internazionali (12%), che dopo il forte calo registrato a maggio mostrano solo un lieve recupero, senza però tornare ai livelli di inizio primavera.

Quando, invece, il focus si sposta sui grandi temi universali – che di frequente compaiono nella Tipologia C delle tracce (appunto, il tema di attualità), la classifica si fa più equilibrata.

La pace resta l’argomento più citato, ma scende al 17% (dal 20%). Subito dietro troviamo il futuro (16%) e la memoria (14%), mentre crescono leggermente il rapporto genitori-figli e le riflessioni sulla rabbia e sull’odio, entrambe all’11%.

Maturità 2026, cosa cambia?

Ma cosa cambierà alla Maturità 2026? Ecco una piccola guida:

Da sei commissari a quattro, più il presidente

Innanzitutto, le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri complessivi, anziché sette, di cui due internidue esterni e il presidente esterno.

Aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e ben 11 milioni nel 2027. Il compenso dei commissari, però, rimane sempre lo stesso, fermo al 2007, quindi da quasi vent’anni fa. Viene rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90/100, e non più da 97/100.

Addio alla denominazione “esame di stato”

Si passa poi dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno alla dicitura “Esame di Maturità”.

Cambia il colloquio

Con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline oggetto della seconda prova, e le quattro discipline oggetto di colloquio, per ogni indirizzo. Stop anche al documento iniziale del colloquio.

Inoltre, c’è un nuovo indicatore nella griglia del colloquio, d’ora in poi: si tratta del “grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio”.

Colloquio obbligatorio

L’esame di maturità sarà validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove, per evitare le “scene mute” degli studenti del 2025, ma anche degli anni precedenti, con studenti che hanno deciso di non svolgere il colloquio per protesta, sapendo comunque di avere raggiunto un punteggio tale nelle prove scritte per arrivare al diploma.

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