Il Liceo Classico Frezzi-Beata Angela di Foligno è finito al centro di una polemica scoppiata sui social, dopo che la madre di una studentessa, delusa per il mancato 100 all’Esame di Maturità della figlia, ha pubblicato su Facebook una serie di oltre 20 video di denuncia – successivamente rimossi.
Secondo quanto riportato dal Messaggero, la donna ha attaccato la scuola e i docenti, accusandoli di non aver valorizzato adeguatamente il percorso scolastico della ragazza.
A rendere pubblica la vicenda è stata la stessa scuola, con una nota firmata dalla dirigente scolastica, in cui si prende nettamente le distanze dalle accuse diffuse online e si ribadisce la correttezza e la professionalità del corpo docente.
«La nostra scuola – si legge nella nota – è stata fatta oggetto, nei giorni scorsi, di attacchi via social da parte della madre di un’alunna neo-diplomata. Abbiamo segnalato il caso all’Ufficio scolastico regionale e stiamo valutando azioni a tutela della scuola e del personale coinvolto».
Nei video, la donna contestava in particolare il voto di Italiano assegnato alla figlia, sostenendo che la docente si rifiutasse sistematicamente di attribuire il massimo punteggio, compromettendo così il raggiungimento del 100. Accuse respinte dalla preside, che ha chiarito come l’alunna non abbia mai ottenuto il voto massimo in quella disciplina.
Il comunicato sottolinea inoltre come le critiche contenute nei video siano entrate in modo improprio e arrogante nel merito delle scelte didattiche e metodologiche degli insegnanti, mettendo in discussione la loro competenza professionale.
Particolarmente gravi, secondo il liceo, le insinuazioni su presunti favoritismi durante l’esame di Stato, con riferimenti ad aiuti ricevuti da altri studenti nella seconda prova o all’orale. «Tali affermazioni – ribadisce la nota – alimentano congetture infondate e mettono in discussione la serietà dell’intero esame di Stato e la credibilità della Commissione».
La scuola ha infine annunciato l’intenzione di valutare ulteriori azioni a difesa della propria immagine e dei propri docenti.