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Aggiornato il 30.07.2025
alle 09:18

Maturità, usa il cellulare durante la prova scritta, sospeso dall’esame. Il Tar annulla la misura: “Brillante percorso di studi”

La situazione si è ribaltata: uno studente di un liceo classico di Benevento, è stato sospeso dall’esame di maturità 2025 perché beccato mentre usava lo smartphone durante la prima prova scritta d’italiano. Ma, dopo qualche settimana, il Tar ha annullato il provvedimento.

La decisione dei giudici

Ecco cosa hanno deciso i giudici, come riportato dalla Gazzetta di Benevento: “Specie per sanzioni così gravi, come quelle che comportano la ripetizione dell’anno scolastico, lo scopo educativo non giustifica né la violazione della proporzionalità, con il conseguente dovere di tener conto del ‘contesto valutativo dell’intera personalità e del percorso scolastico dello studente’ né ‘l’omissione di regole procedimentali la cui mancanza, a fortiori in un provvedimento avente natura afflittiva, si risolve in arbitrio’. Nel caso di specie, emergono dalla ricostruzione dei fatti, documentati nei verbali prodotti in giudizio, le plurime violazioni procedimentali e, in ogni caso, l’omessa considerazione della complessiva situazione personale dell’alunno e del suo curriculum scolastico.

La sanzione disciplinare dell’estromissione (anche fisica) dalla prova scritta è stata assunta dalla presidente della Commissione (…) e resa effettiva con un mero ordine orale e senza che l’organo preposto, ossia la Commissione d’esame, si fosse riunito e avesse deliberato, con la presenza di tutti i componenti (o eventuali supplenti), trattandosi di un collegio perfetto. Sono probanti, in tal senso, sia il verbale redatto nella stessa data del 18 giugno 2025, in cui si dà conto assenza di componenti della commissione medesima (uno dei quali, persino indicato come ‘irreperibile’), sia la dichiarazione allegata al verbale del 19 giugno 2025 di un membro della Commissione, che conferma che la decisione è stata assunta il 18 giugno 2025 durante la sua assenza, e non all’esito della riunione della Commissione, convocata solo la mattina del 19, la quale si è invece trovata innanzi al fatto compiuto dell’allontanamento fisico dello studente, già disposto ed attuato durante la prova scritta di italiano.

Invero, da nessuno dei verbali acquisiti, né dalle argomentazioni difensive dell’amministrazione, emerge la considerazione, da operarsi nella valutazione complessiva delle circostanze di fatto, del brillante percorso di studi dell’alunno (poi confermato anche dall’esito della prova dell’esame di Stato), nonché del suo comportamento scolastico. Il principio di proporzionalità e il correlativo dovere di motivazione, avrebbe dovuto indurre la Commissione anche a verificare se effettivamente l’elaborato scritto era stato copiato da fonti esterne, poiché neanche dell’effettivo utilizzo delle ‘ricerche’ che sarebbero state svolte in pochi minuti sul dispositivo è stata prodotta prova nei verbali acquisiti in giudizio”.

La ricostruzione dei fatti

Il giovane, come riporta Il Corriere della Sera, è stato ammesso alle prove suppletive. Il 18 giugno, durante la prova di italiano, uno dei professori presenti in aula aveva notato il giovane che utilizzava il cellulare. A quel punto è intervenuto il commissario esterno, che ha provveduto a sequestrare lo smartphone, restituito soltanto quando lo studente è stato allontanato dalla scuola. Il giorno successivo, il 19 giugno in occasione della seconda prova d’esame, il ragazzo si è regolarmente presentato, ma si è visto rifiutare l’ingresso in aula

Per il giovane è dunque arrivata la riammissione ed il via libera – con un decreto firmato dal presidente della quarta sezione del Tar di Napoli, per sostenere le prove suppletive, in attesa della decisione del Tribunale in forma collegiale del 23 luglio. 

Il legale della famiglia ha evidenziato come, al di là della vicenda del cellulare, “il giovane fosse stato mandato via con un ordine solo verbale e non con la sottoscrizione di un deliberato, redatto la mattina del giorno successivo dalla commissione d’esame”.

L’esclusione, inoltre, sarebbe avvenuta senza valutare il curriculum dello studente, ammesso alla maturità “con la media dell’8, 35 crediti formativi e 9 in condotta”.

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