Breaking News
Aggiornato il 04.11.2025
alle 09:50

Mensa scolastica, docenti “a stecchetto”: in una scuola del Milanese serviti solo primo e frutta. Si riaccende il dibattito sul diritto al pasto completo

Il “taglio del pasto” per i docenti in servizio durante la refezione è al centro di una recente vicenda, riportata da Il Giorno – Milano: a San Giuliano Milanese si è aperto un fronte di tensione tra docenti e Amministrazione comunale dopo la decisione di ridurre il pasto destinato agli insegnanti che pranzano nelle mense scolastiche insieme agli alunni.

Per contenere i costi della refezione, senza gravare ulteriormente sulle famiglie, il Comune ha stabilito che agli insegnanti venga servito solo un primo piatto e un frutto, escludendo secondo, pane e contorno, riservati invece agli studenti.

Il provvedimento – formalmente in linea con una recente sentenza della Cassazione – ha generato ampie proteste, culminate in un’assemblea pubblica con sindacati e insegnanti nell’aula consiliare del Municipio.

Così mi sento svilita nel mio ruolo di docente – ha dichiarato un’insegnante -. C’è anche la vergogna nei confronti degli alunni, che sono stati i primi, con le loro domande e i loro commenti, a cogliere l’asprezza della situazione”.

Un sentimento condiviso da altri insegnanti. “Si tratta di un’imposizione inaccettabile – ha aggiunto un’altra docente -. Il Comune avrebbe dovuto convocare dirigenti scolastici ed Rsu, per discutere del problema e trovare una soluzione condivisa”.

Il valore del pasto scolastico

Come ha osservato il professore Sergio Borsato della scuola media Fermi, “ridurre il pasto agli insegnanti è una scelta che ci riporta indietro di 50 anni e può aprire la strada all’assunzione di analoghe misure nei confronti di altre categorie di lavoratori. Perciò quello ad un pranzo completo è un diritto che intendiamo difendere”.

A sostegno della protesta, i docenti hanno chiesto il parere di una nutrizionista che ha definito il pasto “non bilanciato”, per la mancanza di fonti proteiche.

I sindacati di categoria – Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal, Gilda Unams e Anief – hanno espresso pieno sostegno alla mobilitazione.

L’apertura del Comune al confronto

A fronte delle proteste, il sindaco Marco Segala ha manifestato la disponibilità dell’Amministrazione ad avviare un percorso di dialogo. “Valuteremo la fattibilità di una sospensione del provvedimento – ha annunciato il primo cittadino –. Nel frattempo, avvieremo 15 giorni di confronto, con scuole e sindacati, per cercare di trovare una soluzione che tenga conto di un duplice aspetto: la necessità di reperire risorse economiche e quella di garantire un pasto completo”.

Segala ha inoltre ricordato che “ad oggi i trasferimenti statali coprono solo in parte i costi legati alla refezione dei docenti. Continuiamo a voler dialogare col Ministero per ottenere le risorse necessarie”.

Il quadro giuridico: la Cassazione e il “diritto al pasto”

La decisione comunale trova fondamento in una recente ordinanza della Corte Suprema di Cassazione, Sezione Lavoro (n. 2844/2025, pubblicata il 17 luglio 2025), che ha ribadito come i docenti in servizio durante la refezione non abbiano diritto a un “pasto completo”.

La Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Venezia (n. 415/2020), sottolineando che il servizio di mensa costituisce una prestazione di natura assistenziale e non un diritto retributivo. L’articolo 21 del CCNL Scuola 2006/2009 riconosce ai docenti il “servizio di mensa gratuita”, ma tale servizio ha la sola funzione di garantire il benessere psico-fisico del personale, senza configurare un vero e proprio diritto al menù completo.

Nell’ordinanza, la Corte ha inoltre chiarito che la mensa non può essere assimilata a un beneficio economico, bensì a una misura di supporto legata alle esigenze di servizio. Le Linee di indirizzo nazionali per la ristorazione scolastica del 2010, pur promuovendo la completezza nutrizionale dei pasti, non hanno valore cogente e non possono essere invocate come fonte normativa.

https://www.tecnicadellascuola.it/mensa-scolastica-i-docenti-in-servizio-durante-la-refezione-non-hanno-diritto-al-pasto-completo

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate