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Mense scolastiche, in arrivo il cibo bio e i prodotti di qualità. Ma sarà dappertutto così?

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Dal prossimo anno nelle scuole italiane arrivano le mense scolastiche biologiche certificate, che avranno lo scopo di migliorare la qualità del cibo che mangeranno gli alunni, oltre ad accrescere una maggiore consapevolezza sullo spreco del cibo.

L’annuncio è stato fatto nella giornata del 18 dicembre a Milano, durante una conferenza stampa all’istituto comprensivo Rinnovata Pizzigoni dal sindaco Giuseppe Sala e dal ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, come scrive Il Corriere della Sera.

I bollini di qualità

Uno dei tratti distintivi della mensa bio sarà il bollino di qualità: il bollino oro, che andrà alle mense scolastiche “che raggiungeranno certi livelli e percentuali di prodotti biologici”. Per tanto, stiamo parlando del 90% di frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale (esclusi i succhi di frutta), pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati, olio extravergine, il 100% di uova, yogurt e succhi di frutta, il 50% di prodotti lattiero-caseari (esclusi gli yogurt), carne, pesce da acquacoltura;

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Il bollino argento, che invece sarà assegnato a quelle mense “che non arriveranno al massimo delle percentuali ma faranno dei salti di qualità”, ovvero: il 70% di frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale, pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati, olio extravergine, il 100% di uova, yogurt e succhi di frutta e il 30% di prodotti lattiero-caseari, carne, pesce da acquacoltura.

Attenzione particolare anche alle scuole che andranno a valorizzare i prodotti del proprio territorio, denominata di vicinato, ovvero nel caso in cui l’area di produzione si trova in un raggio massimo di 150 chilometri.

Zero sprechi

Ma un altro obiettivo che le nuove mense scolastiche hanno deciso di raggiungere è lo spreco zero. Infatti, le scuole che promuovono il recupero degli alimenti per la donazione ad associazioni che distribuiscono gratuitamente a fini di beneficenza prodotti alimentari agli indigenti saranno premiate.
Gli investimenti, si legge ancora sul Corriere.it, per questo progetto ammontano a 20 milioni di euro all’anno fino al 2020. Importante sarà anche informare i genitori di questa novità.

“Questo è un progetto locale, ma al contempo di grande interesse per le grandi città nel mondo, commenta il sindaco di Milano Sala al Pizzigoni. Bisogna continuare a diffondere il biologico e il chilometro 0 nelle mense e abituare i bambini a non sprecare. Milano può essere un buon esempio di come le cose possono funzionare, è un percorso lungo ma è quello che stiamo facendo. A Milano Ristorazione, l’unico centro che fornisce pasti alle mense scolastiche milanesi, stiamo chiedendo di aumentare il biologico e garantire che si facciano i controlli”.

Ma funzionerà il progetto?

Certamente il progetto milanese è molto stimolante, ma sappiamo benissimo che non sarà facile mantenere lo standard di qualità delle mense italiane. Anche in questo caso, dipende dal territorio e dalla scuola.
Infatti, ricordiamo come dall’inizio dell’anno scolastico ad oggi ci siano state moltissime segnalazioni di cibo scadente, o addirittura di insetti di vario genere all’interno delle pietanze.
Episodi, che fanno certamente crescere i fautori del panino. Infatti, anche in risposta a questi avvenimenti, lentamente aumentano i bimbi che si avvalgono del panino da casa, dopo la sentenza dello scorso anno.

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