Breaking News
12.12.2025

Mense scolastiche, menu palestinese per un giorno in Toscana. La polemica: “Fuori la politica dai piatti”

Redazione

La polemica è servita: ieri, 11 dicembre, il servizio di ristorazione che gestisce le mense scolastiche di alcuni istituti toscani ha deciso di organizzare una giornata con un menu palestinese. L’iniziativa prevede menu etnici in vari giorni durante l’anno.

L’11 febbraio, come riporta La Nazione, sarà il turno della cucina tipica ucraina, mentre il 10 aprile di quella del Sudan. “Con questa iniziativa – ha detto il sindaco di Calenzano, nel fiorentino, Giuseppe Carovani – portiamo nelle nostre mense sapori e culture di Paesi che sono attualmente scenari di conflitti. Attraverso il cibo, le bambine e i bambini potranno conoscere tradizioni diverse dalla nostra e riflettere insieme su valori e diritti che devono essere riconosciuti e salvaguardati”.

L’iniziativa è sposata convintamente anche dal Comune di Sesto: “Il momento del pasto ha un forte valore educativo – spiega Beatrice Corsi, assessore all’Ambiente e all’Agricoltura – perché la condivisione del cibo è uno dei primi”.

“La ristorazione deve essere neutrale”

Questa iniziativa non è stata gradita da tutti. “Fuori la politica dai piatti” si indigna il capogruppo di opposizione a Lucca Matteo Scannerini (Forza Italia), come riporta Il Tirreno. “Un disappunto tradotto in un’interrogazione alla giunta. “La ristorazione scolastica deve essere un luogo di neutralità, educazione e unione, non un campo sul quale veicolare messaggi identitari o, peggio, politici”, scandisce Scannerini che, se da un lato sostiene di non mettere in discussione il valore di qualunque cultura culinaria, dall’altro ritiene “inopportuno che, in un contesto scolastico, si introducano menù accompagnati da narrazioni a sfondo geopolitico, per di più riferite a territori oggi coinvolti in un conflitto drammatico. La mensa scolastica non è il luogo per operazioni simboliche o antinarrative: è uno spazio educativo che deve restare al riparo da qualsiasi suggestione ideologica”.

Il menù “incriminato” servito giovedì 11 dicembre nelle mense prevedeva pasta al pomodoro e alloro come primo, falafel (polpette di ceci) come secondo accompagnate da crudité di carote e finocchi. Scannerini ha supportato le sue tesi anche citando il recente riconoscimento alla cucina italiana proclamata dall’Unesco come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

A mettere carne sul fuoco l’europarlamentare della LegaSusanna Ceccardi: “Il Pd scodella l’ennesima forzatura ideologica spacciata per pedagogia, sulla pelle dei bimbi. Anziché garantire servizi più efficienti, certe amministrazioni ‘rosse’ insieme alle loro cooperative preferiscono trasformare persino il pranzo in un’occasione di condizionamento emotivo”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate