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Merito: cooperazione o competizione?

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  • GUERINI
In ambito educativo il principio di cooperazione, può essere inteso come collaborazione costante tra docente e studenti, o indicare una collaborazione tra pari, evidenziando un mutuo spirito di comprensione e solidarietà. Il fine dell’educazione cooperativa nelle scuole è quello di preparare le nuove generazioni a vivere e lavorare insieme.
Questo strumento, infatti, sviluppa fra gli studenti la partecipazione democratica, l’accettazione dei diversi, l’assunzione di responsabilità personali e collegiali e il controllo dei vari obiettivi progettuali.
La cooperazione scolastica è un ottimo strumento di interdisciplinarietà, un mezzo per valorizzare le diverse capacità degli alunni, un luogo di educazione alla condivisione, alla responsabilità e alla partecipazione. Quindi, in questo contesto, i componenti di un gruppo di lavoro si devono sforzare a verificare e discutere i progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati, valutando l’efficacia della loro attività cooperativa, individuandone gli aspetti positivi e quelli negativi, quelli da sviluppare e quelli da modificare. In definitiva, attraverso queste metodologie educative gli alunni dovrebbero acquistare una mentalità imprenditoriale che pone come risorsa centrale l’uomo.
In alternativa, esistono altre tesi basate sul fatto che nella società della conoscenza, più educazione significa più competitività e probabilmente anche più comprensione del mondo e di se stessi. In questo caso l’educazione competitiva e individualista in auge dagli anni ’30 a tutti gli anni ’60 in Usa, promossa da Dewey e, parallelamente, da Lewin, Lippitt e Deutsch, potrebbe aiutare lo studente a prendere coscienza delle proprie capacità, per essere pronto e determinato nelle difficoltà che inizialmente sembrano insuperabili e che la vita ci propone sempre e di continuo.
Comunque si imposti l’educazione scolastica, sia sulla cooperazione che sulla competizione, una cosa è certa: educare, significa lasciare tempo e spazio alle soggettività, di esprimersi, differenziarsi e rendersi autonome.