Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha delineato le linee programmatiche per l’anno 2026 e per il triennio 2026-2028, puntando a una trasformazione profonda del sistema scolastico italiano. Al centro dell’Atto di Indirizzo politico-istituzionale emerge una visione chiara: la scuola come motore dello sviluppo economico e sociale del Paese, focalizzata sulla valorizzazione dei talenti e sulla personalizzazione della didattica.
Ecco una sintesi delle principali direttrici che guideranno l’azione del Dicastero:
Una delle principali priorità riguarda il miglioramento delle condizioni del personale. A partire dal 2026, verrà introdotta una polizza sanitaria integrativa per oltre 1,2 milioni di dipendenti, inclusi i supplenti, con un investimento di 80 milioni di euro.
Sul fronte retributivo, il Ministero rivendica stanziamenti per 8,36 miliardi nel novennio 2019-2027, con aumenti medi previsti di 416 euro mensili per i docenti e 303 euro per il personale ATA al completamento dei cicli contrattuali.
Proseguirà inoltre il piano di assunzioni PNRR per raggiungere il target di 70.000 unità e ridurre il precariato.
Il 2026 segnerà il ritorno ufficiale della denominazione “Esame di Maturità”, inteso non più come mera verifica nozionistica, ma come sintesi del percorso di maturazione critica e civile dello studente.
La didattica si aprirà all’uso consapevole dell’Intelligenza Artificiale, utilizzata come leva per personalizzare l’apprendimento e supportare i docenti, nel pieno rispetto della privacy e sotto la guida di nuove linee guida.
Parallelamente, verrà rilanciato il merito attraverso il potenziamento dei docenti tutor e orientatori per contrastare la dispersione scolastica e valorizzare i talenti individuali.
Il raccordo tra scuola e mondo del lavoro diventa strutturale. Il Ministero intende consolidare la riforma dell’istruzione tecnica e la filiera “4+2”, collegando gli istituti secondari direttamente agli ITS Academy. In questo contesto si inserisce il Liceo del Made in Italy, volto a promuovere le eccellenze produttive nazionali e a ridurre il divario tra competenze richieste dalle imprese e offerta formativa. Per garantire la sicurezza, sarà introdotto il divieto di adibire gli studenti in Formazione Scuola Lavoro (FSL) a lavorazioni ad alto rischio.
Il rinnovamento passerà anche dalle infrastrutture. Con oltre 12 miliardi di euro investiti tra fondi PNRR e nazionali, l’obiettivo è riqualificare il 25% del patrimonio edilizio scolastico. Particolare attenzione sarà dedicata al Mezzogiorno con i piani “Agenda Sud” e l’investimento in mense e palestre (oltre 1,8 miliardi complessivi) per favorire il tempo pieno e lo sport come strumento di inclusione.
La riforma del voto di comportamento e il nuovo Statuto delle studentesse e degli studenti mirano a ripristinare la cultura del rispetto e della responsabilità individuale. Il Ministero punta a trasformare gli episodi critici in opportunità di crescita attraverso attività di cittadinanza solidale, contrastando fermamente bullismo, cyberbullismo e ogni forma di violenza.