La riforma del 4+2 per l’Istruzione tecnico professionale in Toscana, soprattutto a Firenze, non ha trovato accoglimento tra le scuole superiori per l’opposizione della Cgil. L’ha detto giovedì 21 maggio, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, durante una visita a Pistoia in vista delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio prossimi, fornendo in tal modo una spiegazione per le scarse adesioni nel territorio del capoluogo toscano verso il modello innovativo di riforma delle scuole superiori tecniche e professionali che prevedono un percorso complessivo di sei anni, comprensivo del biennio finale affidato agli Its legati a doppio filo con aziende e mondo del lavoro.
“In Toscana – ha detto il Ministro – abbiamo investito oltre 76 milioni di euro per gli Its: è un investimento per noi strategico, proprio oggi sono state stanziate a livello nazionale altre risorse sempre per gli Its”.
Quindi, Valditara ha aggiunto che “la riforma del 4+2 per l’istruzione tecnico professionale e devo dire che in Toscana, soprattutto in provincia di Firenze, ci sono dati che sono peggiori a tutto il resto d’Italia, nel senso che c’è stata forte ostilità da parte della Cgil e credo che questo abbia influito sulle adozioni di questo percorso di riforma”.
Un piano di riforma che secondo il titolare del Mim è stato invece definito “strategico per offrire opportunità occupazionali in tempi più rapidi e anche ben retribuite, con ottime opportunità di carriera per i nostri giovani“.
Il Ministro ha anche parlato di “investimenti importanti sugli Its in Toscana sull’istruzione tecnico professionale: ora anche le parti sociali devono rendersi conto che investire sulla modernizzazione della nostra istruzione tecnico professionale è fondamentale per dare ai nostri giovani un futuro. In particolare mi riferisco a quel sindacato, cioè la Cgil, che su questo tema ha fatto una strenua battaglia e ha sviluppato una forte contrapposizione”.
Nella stessa giornata, è stato adottato e trasmesso agli organi di controllo il decreto di riparto del Fondo nazionale per l’Istruzione Tecnica Superiore per l’anno 2026, destinato al finanziamento dei percorsi degli ITS Academy, il percorso biennale successivo ai quattro anni di corso superiore (con diploma conseguito quindi un anno prima): le risorse complessive ammontano a 77.243.380 euro.
Il Fondo è finalizzato a sostenere e ampliare l’offerta formativa degli ITS Academy, spiegano dal Ministero, con particolare attenzione all’attivazione di nuovi percorsi anche all’estero, al potenziamento dei laboratori e delle infrastrutture tecnologicamente avanzate e all’erogazione di borse di studio a supporto degli stage e dei tirocini formativi.
È inoltre prevista una quota di premialità del 30%, destinata alle Fondazioni ITS che si distinguono per i migliori risultati in termini di performance formative.
Su impulso del Mim, il Fondo è stato incrementato in modo significativo nell’ambito della Legge di bilancio 2026, consentendo di destinare agli ITS Academy delle diverse regioni un ammontare aggiuntivo di oltre 30 milioni di euro.
A queste risorse si aggiungono, sempre per il 2026, i finanziamenti destinati all’attivazione dei Campus della filiera tecnologico-professionale.
Si tratta di interventi infrastrutturali che saranno erogati alle Regioni dopo l’approvazione dei relativi piani di fattibilità tecnico-economica, per un importo complessivo di circa 19,5 milioni di euro.