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Mobilità intercompartimentale, duro colpo per stipendi dei docenti

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I docenti che presenteranno domanda volontaria per la mobilità intercompartimentale saranno duramente penalizzati dal punto di vista stipendiale e discriminati, ancora una volta, rispetto alle altre categorie di dipendenti pubblici”. La denuncia arriva dalla Gilda degli Insegnanti che ha esaminato il testo del decreto emanato dal Governo il 26 giugno scorso, in cui sono riportate le tabelle di equiparazione dei vari livelli nelle pubbliche amministrazioni, e quello emanato sempre da Palazzo Chigi il 14 settembre per attuare la normativa in riferimento agli esuberi delle Province.
 
Ponendo in relazione i due testi – spiega la Gilda – si evince che conserveranno i livelli retributivi di provenienza soltanto i dipendenti pubblici indicati in decreti come quello emesso per le Province, mentre per tutti gli altri la mobilità intercompartimentale comporterà pesanti restrizioni”.
 
Secondo le tabelle contenute nel decreto del 26 giugno – prosegue la Gilda – gli insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado saranno inquadrati nell’area III al livello stipendiale F1, cioè quello dei neo assunti, mentre gli Itp (Insegnanti tecnico-pratici), i docenti di infanzia e primaria verranno collocati nell’area I con livello retributivo F2. In pratica, chi chiederà la mobilità intercompartimentale perderà tutta la maggiorazione maturata grazie all’anzianità di servizio e verrà inquadrato come se avesse appena vinto il concorso nell’amministrazione per la quale ha presentato domanda”.