Si discute ancora della proposta del comune di Como di multare i genitori che tardano a prendere i propri figli all’uscita dagli asili nidi che potrebbe essere contenuta nel nuovo regolamento dei Servizi per la prima infanzia. Non è prevista solo una sanzione pecuniaria: dopo due ritardi non giustificati, può scattare addirittura la non accoglienza del bambino o la sospensione del servizio il giorno successivo.
Il motivo? Si intende così tutelare il personale che lavora negli asili nidi, spesso costretto a rimanere a scuola oltre l’orario di lavoro per sorvegliare i bambini dei genitori ritardatari. L’idea non è stata accolta bene da molte parti. Lo stesso vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ha scritto un tweet molto critico.
Multa di 50 euro se mamma o papà portano il figlio in ritardo all’asilo?
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) March 15, 2023
Un po’ di rispetto per le famiglie e i loro problemi quotidiani non guasterebbe, spero che il Comune di Como ritiri questa sciocchezza. pic.twitter.com/6LLbpbTXlw
“Un po’ di rispetto per le famiglie e i loro problemi quotidiani non guasterebbe, spero che il Comune di Como ritiri questa sciocchezza”, ha tuonato.
La risposta del sindaco di Como Alessandro Rapinese non si è fatta attendere. Ecco le sue parole, secondo quanto riporta Fanpage.it: “Evidentemente Salvini vuole tutelare i ritardatari oppure dimostra di conoscere poco i dipendenti pubblici, dato che si tratta di una misura a tutela dei lavoratori e dei bambini. Lo scopo è comportarsi in una maniera socio-compatibile, lo stiamo facendo solo per lavorare meglio e garantire un servizio migliore”.
Ecco quali sono le intenzioni di Rapinese nel caso in cui la situazione non dovesse cambiare nonostante la sanzione pecuniaria: “Abbasseremo la soglia della multa a tre, due o anche uno, oppure alzeremo la sanzione. Ci sarebbe bisogno che Salvini invece di dire ‘no’ alla nostra proposta la proponesse anche nelle scuola di ogni ordine e grado”.
Il primo cittadino resta convinto dell’idea: “Lunedì sera approveremo il nuovo regolamento. Lo stiamo facendo solo per far lavorare meglio gli educatori e garantire un servizio migliore ai bambini”.