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Nel digitale 900.000 posti di lavoro vacanti. e-Skills for Jobs a Roma

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Si tratta di un progetto che ha visti coinvolti tutti gli Stati membri della UE e volto a comunicare e promuovere una maggiore conoscenza del tema delle competenze digitali come chiave per favorire la crescita – sia in termini quantitativi che qualitativi – dell’occupazione nel territorio comunitario. 

A Roma, quindi, i rappresentanti del Governo italiano siederanno allo stesso tavolo dei colleghi europei, insieme ad associazioni ed imprese, per sviluppare quelle che sono reputate le migliori competenze digitali nel sistema scolastico italiano ma anche e soprattutto nella formazione professionale. L’evento italiano è il secondo che viene organizzato dopo quello tenuto ad Atene a Maggio 2014. In Italia, invece, il dibattito sull’argomento si è tenuto sempre acceso visto che se ne è già parlato il 5 Marzo a Palazzo Chigi e il 9 Luglio in occasione del DigitalVenice.

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Il progetto è nato dall’esigenza evidenziata da una ricerca di Modis secondo la quale in Europa nel comparto ITC c’è un’evidente carenza di profili professionali adeguati. Eppure, secondo le stime nel 2015 ci saranno circa mezzo milioni di posizioni professionali aperte nel settore che arriveranno addirittura a 730mila appena cinque anni dopo. Di queste, circa il 22% non riesce ad essere coperta per mancanza di candidati con know how specifico. Anche altri studi di settore confermano le stesse tendenze: secondo l’Idc, infatti, attualmente sono 900mila le posizioni lavorative in Europa che non vengono coperte per mancanza di profili idonei. 

L’obiettivo del progetto e-Skills for Jobs è quello di creare una piattaforma digitale comune nella quale diano il loro contributo la maggior parte degli attori pubblici e privati affinché si crei la cultura delle competenze digitali come strumento indispensabile per la ricerca di lavoro. Attualmente, però, l’Europa – Belgio escluso – sembra andare in controtendenza visto che sono in netta diminuzione le iscrizioni alle scuole e alle facoltà universitarie di materie tecnologiche.

Nella scuola italiana, poi, le cose sembrano andare ancora peggio. Infatti, i numeri ci dicono che sono appena sei i computer ogni cento studenti (la media europea è di 16) oltre al fatto che nel nostro paese gli iscritti ad istituti che sono in grado di offrire un’adeguata attrezzatura informatica sono solo il 6% con una media comunitaria del 37%. 

Partecipano all’evento conclusivo di Roma fra gli altri il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini; il Ministro dell’Istruzione, Scienza, Ricerca e Sport della Repubblica Slovacca, Peter Pellegrini; il Sottosegretario di Stato agli Affari Europei, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Sandro Gozi. Insieme alle autorità, anche rappresentanti del mondo aziendale fra i quali Luigi Rocchi della Rai, Carlo Purassanta di Microsoft Italia, Piotr Pluta di Cisco System e Diego Ciulli di Google. Fra le best practice trattate: Google, Facebook, Oracle, Cisco e Microsoft. 

Per l’Italia il coordinatore nazionale è è ANITEC, l’associazione nazionale che riunisce tutte le industrie dell’informatica, delle telecomunicazioni e dell’elettronica di consumo.  (redazione.finanza.com)