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Nel Trentino arriva il liceo “breve”. Per ora in una classe dello scientifico

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Il Trentino anticipa tutti e dal prossimo anno scolastico arriva il cosiddetto liceo «breve» che si esaurirà in quattro anni. Di contro però gli studenti dovranno studiare per più giorni all’anno e per più ore a settimana, così da abbattere i tempi e sperare di entrare un anno prima nel mercato del lavoro.

Detto in termini diversi si ritorna all’ex istituto magistrale, prima della riforma in Liceo psicopedagogico, quando il corso di studio durava quattro anni e a conclusione si poteva insegnare, dopo il fatidico concorso.

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Ad annunciare questo progetto, così caro al ministro Francesco Profumo che fu il primo a lanciare la proposta, il governatore trentino nell’incontro avuto con la ministra dell’istruzione Stefania Giannini

 

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«Partiamo prudenti – spiega il governatore – la sperimentazione sarà avviata in una classe di un liceo scientifico, vediamo come va per poi capire come è possibile ampliare. Dopo il recente decreto del ministero che ha autorizzato una sessantina di sperimentazioni in Italia, anche noi abbiamo deciso di camminare parallelamente al livello nazionale».

Intanto però, come ricorda trentinocorrieredellealpi.it, l’ultimo decreto di sperimentazione di quattro anni lo ha firmato la ministra Giannini a fine estate ad altre 60 prime classi dall’anno scolastico 2017/2018.

Per candidarsi, le scuole devono dimostrare la qualità della propria offerta formativa specie sul piano dell’innovazione, dell’utilizzo delle tecnologie e attività di laboratorio: tra i requisiti vengono premiati gli istituti che hanno avviato il Clil (l’insegnamento di una disciplina in lingua straniera) e un percorso di alternanza scuola – lavoro. Gli studenti non potranno essere più di venticinque per classe.

Ma il Trentino A.A va pure oltre, come riferisce sempre trentinocorrieredellealpi.it. Il  governatore ha informato la ministra anche del fatto che la Provincia di Trento intende avviare un percorso per arrivare ad una norma di attuazione che preveda la possibilità di bandire concorsi riservati (o riserve all’interno dei futuri concorsi della scuola) per i docenti precari abilitati in Trentino, considerato che non ha coperto tutte le cattedre vacanti nonostante il concorso.

E così la Provincia ha messo a concorso 477 posti di ruolo, prevedendo l’ingresso di altri 123 docenti dichiarati idonei da far entrare nella scuola nei tre anni successivi.

E Giannini ha risposto: «Questa è una cosa nuova, devo studiarla, in questo momento non ho risposte».

Ma per il governatore i dubbi sono pochi: «La ministra si è riservata di esaminare la norma approfondendola con i suoi uffici, per quanto ci riguarda noi iniziamo il percorso con la Commissione dei Dodici, per dare attuazione all’ordine del giorno approvato dal consiglio provinciale. Crediamo ce ne siano i presupposti»