Home I lettori ci scrivono Nella scuola dell’ipocrisia non ci sono risposte ma solo domande inevase

Nella scuola dell’ipocrisia non ci sono risposte ma solo domande inevase

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È possibile vaccinare i ragazzi dai dodici anni in su? (certo che è possibile e la domanda è, chiaramente, retorica).
Gli ambienti della scuola sono da intendersi locali al chiuso alla stregua di una sala cinematografica, della platea di un teatro, dello spazio di un palestra? (certo che si, risultando la domanda palesemente pleonastica come tutte le altre che faranno seguito).

È corretto trattare le persone, maggiorenni o minorenni che siano, in tempi di pandemia e di grave pericolo di vita per tutti, in maniera sperequativa con arbitrio e palese insensatezza? (certo che no; a tutti deve essere riservato il medesimo trattamento indifferentemente dall’età,
dal ruolo e/o dalla professione che si svolge).

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È giusto imporre ai solo docenti e al personale ATA, perché d’imposizione si tratta essendo, di fatto, impraticabile effettuare un tampone ogni 48 ore, il trattamento vaccinale, escludendo dall’obbligo i principali attori delle comunità scolastiche, ovvero gli studenti? (certo che no e la scorrettezza di una tale determinazione appare evidente perfino a un
bambino delle scuole primarie).

Perché gli studenti universitari devono possedere il green pass per accedere alle aule degli atenei? Se la discriminante è la maggiore età dei soggetti come mai non è previsto il passaporto vaccinale anche per i diciottenni, i diciannovenni e i ventenni che frequentano la scuola pubblica?

Perché si è deciso d’imporre questo differente trattamento, che lede il sacrosanto principio d’eguaglianza, solo in ambito scolastico? Perché la “logica” intrinseca del green pass, estesa anche ad altri settori, non è valida tra le mura, spesso sporche e decrepite, dei vari Templi della Conoscenza sparsi lungo il territorio nazionale?

Sono forse gli insegnanti, al gran completo, dei super-uomini/donne dotati di super-poteri anti-covid?
Nella scuola dell’ipocrisia non ci sono risposte ma solo domande inevase…

Ivano Marescalco