“Da quattro giorni la scuola è chiusa, mi manca la classe, mi mancano gli insegnanti. Spero di ritornare al più presto”. A dirlo all’Ansa è stato Giuseppe, alunno 13enne che frequenta la seconda media dell’istituto Verga di Niscemi, una delle scuole chiuse (non si sa quando e se riapriranno) a seguito della frana di un costone, con un fronte di ben quattro chilometri, che nel paese in provincia di Caltanissettaha obbligato più di 1.500 persone ad abbandonare le proprie case, diverse delle quali già si sa che non vi torneranno più per via dei rischi altissimi per la loro incolumità.
Ci sono problemi legati anche alle tubature del gas metano, danneggiate dal cedimento del costone, che hanno privato le scuole dei riscaldamenti: in questi casi, il Comune ha deciso di fermare le lezioni fino a quando non saranno ripristinati gli impianti.
“La speranza è di riparare tutto alla fine della settimana per consentire a circa 5 mila ragazzi di fare ritorno nei banchi di scuola già a partire da lunedì prossimo”, scrive l’Ansa.
“Ma non abbiamo ancora certezze”, ha detto il vice sindaco Pietro Stimolo.
“Soffriamo tanto per quello che sta accadendo e abbiamo paura – ha spiegato l’alunno Giuseppe – Nessuno tra i miei compagni di classe è stato costretto a lasciare l’abitazione, ma conosco qualche amico che invece ha dovuto abbandonare la casa perché si trova in zona rossa e ora vive con i parenti. E’ una brutta situazione”.
“Sto in casa, non esco quasi mai, anche perché non posso incontrare i miei amici in centro, è pericoloso ed è vietato”.
Per la riapertura degli istituti meno a rischio, dirigenti scolastici e amministrazione comunale il 28 gennaio si sono riuniti: le sezioni degli istituti off limits saranno dislocate in altri plessi scolastici collocati non in zona rossa. “Non ci saranno doppi turni, è un impegno che stiamo prendendo”, ha detto il sindaco Massimiliano Conti.
Ad attivarsi è stata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha partecipato alla riunione a Catania sull’emergenza maltempo, come si vede in un video diffuso da Palazzo Chigi: a Niscemi, ha detto, “le emergenze sono chiaramente le persone sfollate, la viabilità, che lì è particolarmente compromessa perché due strade provinciali su tre sono sostanzialmente inagibili ad oggi, e quindi si sta lavorando a un piano di viabilità alternativo, anche usando le antiche rotte delle trazzere, dell’agricoltura”.
“Ci sono tre scuole nella zona rossa, tra elementari e asilo, vorremmo tentare anche qui di dare risposte immediate per cercare il prima possibile di restituire alla cittadinanza una normalità, e anche la possibilità dei bambini di andare a scuola”, ha sottolineato la premier.