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No alla DaD, Fornero sta con Draghi: sbagliato chiudere le classi se il virus cresce, si rischia l’auto-annientamento

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Il Covid ha offerto l’occasione per dimostrare l’importanza della scuola, che deve rimanere il più possibile aperta con le lezioni in presenza anche se aumentano i contagi: è questo il senso dell’intervento di Elsa Fornero, ex ministra del Governo Monti.

La “vera ricchezza da trasmettere ai giovani” per Elsa Fornero è “l’istruzione”, ha scritto qualche giorno fa l’economista sulla Stampa.

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L’istruzione presupposto di un’economia a posto

La scuola, ha sottolineato, “in un’economia ben funzionante, dovrebbe rappresentare il presupposto per un lavoro dignitoso e la formazione di una famiglia”.

Fornero è quindi d’accordo con la linea intrapresa dal Governo guidato da Mario Draghi, che ha deciso di fare di tutto per svolgere le lezioni in classe e ridurre al massimo la DaD: una posizione confermata dal decreto legge sulle misure anti-Covid approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 febbraio e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio con il numero 5.

Se il virus cresce le scuole non chiudono

“Basta, per esempio, smettere di reagire a ogni inasprimento del virus con una nuova chiusura delle scuole“, ha tenuto a dire l’ex ministra dell’esecutivo che una decina d’anni fa aveva come premier Mario Monti.

In generale, l’andamento dei blocchi delle attività durante la pandemia attuato in Italia viene considerata dall’ex titolare del ministero del Lavoro “quasi di auto-annientamento”.

Il “deterioramento” del rapporto tra generazioni

Fornero si è quindi soffermata su quello che definisce il “deterioramento” dei “rapporti tra le generazioni”, innanzitutto per “la perdita di equilibrio demografico”, con una popolazione sempre più anziana. E con i lavoratori che vanno in pensione sempre dopo, anche a seguito della “stretta” impressa nel 2011 da una contestatissima riforma previdenziale voluta a tutti i costi proprio dalla stessa Fornero.

Debuto pubblico e transizione ecologica

L’esperta di economia si rammarica anche per il “problema del debito pubblico e della sua sostenibilità”, che inevitabilmente ricadrà sugli attali giovani.

Per ultimo, la Fornero punta il dito contro il mancato investimento per il benessere “ambientale” e la transizione ecologica, che sembra interessare solo alle nuove generazioni.

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