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Nomina docenti da parte dei dirigenti scolastici

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La delega ai dirigenti scolastici per nominare i supplenti e assicurare, così, un regolare avvio dell’anno scolastico, qualora l’Amministrazione scolastica periferica non vi avrà provveduto entro il 31 agosto, attingendo alle graduatorie provinciali e a quelle di istituto, chiama in causa la responsabilità degli stessi loro attribuita dalle recenti norme sull’autonomia delle istituzioni scolastiche, anche se, più verosimilmente, ci troviamo dinanzi ad caso di mero decentramento.
E’, tuttavia, una grossa novità che va inquadrata in una più ampia prospettiva di radicale trasformazione del sistema scolastico italiano. Sull’iniziativa del neoministro Letizia Moratti, in linea di massima, i sindacati si sono trovati d’accordo anche se occorre esprimere più di una riserva. Fra le altre: qualora la novità non fosse supportata da una normativa chiara ed inequivocabile gli effetti sarebbero devastanti.
Il provvedimento del ministro Moratti, dettato oggi dall’emergenza, tuttavia, richiama alla memoria un’idea che era già stata della precedente maggioranza governativa di centro sinistra, quando l’allora ministro Berlinguer si era posto il problema del reclutamento dei docenti da parte dei dirigenti scolastici.
Fin dal 1997, l’allora  ministro Berlinguer, all’inizio della sua attività governativa, aveva nominato un’apposita commissione mista di dirigenti ministeriali, tra cui Giovanni D’Amore e Piergiorgio Cataldi, ed alcuni pedagogisti ed esperti, tra cui Mario Reguzzoni e Pietro Scoppola per affrontare il problema della capacità giuridica e didattica dei dirigenti scolastici nelle nomine dei docenti nell’ambito della prospettiva autonomistica.
Era venuta fuori un’ipotesi che, tra l’altro, prevedeva che ciò fosse possibile nel rispetto di due princìpi: l’attitudine dei docenti allo svolgimento del servizio pubblico nazionale e la coerenza con lo specifico del piano dell’offerta formativa dell’istituzione scolastica.
Il problema odierno, in verità, è diverso, ma non v’è chi paventa che la prospettiva futura potrebbe anche essere quella di una scuola in cui siano gli stessi dirigenti a nominare, scegliere, i propri docenti.

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