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Nomine a tempo indeterminato: una goccia nel mare del precariato

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In questi ultimi decenni si sono sprecate le promesse dei vari Ministri che si sono succeduti alla Minerva, complici anche i vari sindacati che, a parte qualche insignificante presa di posizione, non sono stati capaci di sostenere una vera e propria politica, adeguata ad eliminare la piaga rappresentata dalla situazione in cui si trovano migliaia di docenti, e non docenti, che da decenni operano nella scuola con nomine a supplenze o incarichi annuali, ma che si vedono licenziati di anno in anno senza poter godere di quella posizione giuridica in grado di dare loro sicurezza economica per affrontare la vita secondo le legittime aspirazioni in quanto cittadini.
Le nomine a tempo indeterminato, la cui ripartizione per provincia è già stata fatta con un apposito decreto di qualche giorno addietro dal Ministro Fioroni, vengono presentate come un’occasione per sanare la situazione di migliaia di docenti e non docenti che premono per vedere soddisfatte le loro richieste più che legittime. Di fatto saranno, però, la tradizionale… goccia nel grande mare.
L’augurio è che sia vero quanto ha assicurato il Ministro Fioroni che cioè si è dovuto “accontentare”, per il momento, giacché è allo studio una soluzione a lungo termine per eliminare definitivamente il problema.
Pur in assenza di stime precise, e di calcoli che sfuggono sempre ai princìpi dell’esattezza, al momento si parla di centinaia di migliaia di precari, docenti e non docenti, che da anni bussano alle porte della scuola per aver cumulato decine di anni di servizio o un numero altissimo di idoneità nel vari concorsi, fin tanto che si svolgevano e tenuti alla fine degli anni Novanta.
Da parte dell’attuale Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni, è stato più volte fatto riferimento al gravissimo problema del precariato, che già era contenuto, come ricorderemo, nel programma elettorale dell’ Unione, nella famosa “Fabbrica delle Idee”, come era stato caratterizzato l’impegno del centro sinistro di fronte agli elettori durante la tanto accesa campagna elettorale.
La scuola aspetta che le promesse della campagna elettorale dell’Unione, cui la maggioranza del popolo italiano ha prestato fede, e dei primi atti del governo siano mantenute con il recupero, ovviamente, di altre decine di migliaia di posti a breve scadenza, ma soprattutto con interventi a lunga scadenza e tali da eliminare definitivamente, nel giro di pochi anni, la piaga del precariato.
Intanto in tante province sta scattando una pericolosa azione di protesta. A Milano è stata minacciata una sit in presso gli uffici scolastici provinciali e regionali.