L'insegnamento non è un lavoro di ripiego o non darebbe il piacere che evidentemente dà. Lo dice una ricerca
Nel farlo abbiamo preso a riferimento l’indagine La scuola «restata a casa». Organizzazione, didattica e lavoro durante il lockdown per la pandemia di COVID-19, realizzata da FLC CIGL e altri soggetti.
Uno degli aspetti particolarmente interessanti della ricerca è il grado di soddisfazione dei docenti in relazione a una serie di aspetti:
Due docenti su tre affermano di avere un alto grado di soddisfazione riguardo all’item piacere nel lavoro che svolgi.
Il 63% dei docenti è molto soddisfatto; circa il 30% è soddisfatto; resta una bassissima fetta di insegnanti che non ha piacere a svolgere il lavoro che svolge.
Questa considerazione ci riporta alla solita diatriba se il mestiere del docente venga svolto o meno come ripiego laddove non si riesca a fare altro, ma a quanto pare non è poi del tutto vero, per lo meno nella stragrande maggioranza dei casi, dato che un lavoro di ripiego non darebbe il piacere che evidentemente dà l’insegnamento.
Non stupisce invece che le proporzioni quasi si invertono in fatto di retribuzione e prospettive di carriera. I docenti vogliono e devono essere pagati di più. Una sostanziale parità di giudizi, infine, riguarda l’item riconoscimento del lavoro svolto, che vede il 46% di giudizi negativi e il 54% di giudizi positivi.