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Nuova alternanza scuola-lavoro, presto il decreto Miur che la farà partire da settembre

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Perché l’istruzione é la chiave di soluzione del 90% dei nostri problemi. Anche per Elena Centemero (Forza Italia) la priorità è la formazione degli studenti: sarebbe meglio destinare a loro i fondi per la stabilizzazione dei 150mila precari.

 

Entro 45 giorni, la fine di febbraio, il Governo Renzi ha intenzione di approvare un decreto per inserire gradualmente a sistema l’alternanza scuola-lavoro già a partire dal prossimo anno scolastico. A dirlo è stato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, nel corso di una visita tenuta presso lo stabilimento Bosch di Modugno, dove la pratica degli stage è una realtà già avviata da tempo.

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“Uno dei capitoli del provvedimento sulla ‘Buona scuola’ – ha detto il Ministro – prevede la obbligatorietà dell’attività di laboratorio, che dal primo settembre 2015 diventa la nuova agenda curriculare delle scuole tecniche italiane”. Per poi aggiungere che, attraverso il decreto, “prevederemo almeno 200 ore di lavoro per gli studenti degli istituti tecnici, formando anche i docenti per questo obiettivo”.

“Qui alla Bosch – ha aggiunto Giannini – ho visto di più: la virtuosa concentrazione di una grande azienda che investe in formazione, e che ha una struttura formativa di eccellenza, e un istituto tecnico superiore, che è il risultato di Regione Puglia, Provincia, Università e Politecnico. Questi modelli noi siamo intenzionati a potenziarli e svilupparli ma non potranno essere estesi a tutto il Paese in maniera indifferenziata, ma dovranno seguire anche la vocazione territoriale e quella imprenditoriale”.

Va ricordato, a tal proposito, che parte del miliardo di euro stanziato per il 2015 nella Legge di Stabilità a favore della scuola andrà proprio alle attività di stage aziendale (oltre che per le assunzioni e la formazione di docenti e ds): si tratta di fondi indispensabili, visto che quest’anno sono stati destinati alle attività di alternanza scuola-lavoro le metà del 2013/14.

Secondo Elena Centemero, responsabile nazionale scuola e università di Forza Italia, “il rapporto Ue sull’occupazione mette in evidenza delle lacune strutturali nel nostro Paese, a cominciare dalla maglia nera in Europa quanto al numero di laureati tra i 30 e i 34 anni. Il governo, anche oggi, ribadisce l’impegno per l’alternanza scuola-lavoro, ma perché gli intenti portino a risultati concreti servono idee chiare e risorse economiche”. Centemero sostiene che “per quanto riguarda le risorse necessarie, senza le quali ogni annuncio è destinato a cadere nel vuoto, basterebbe evitare la stabilizzazione in massa dei precari tanto cara all’esecutivo”. Come dire: prima i giovani che siedono sui banchi e poi i precari chi siedono in cattedra.

 

 

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Anche la Regione Puglia intende fare la sua parte in questa direzione. “Nel prossimo piano operativo regionale – ha ricordato Alba Sasso, assessore regionale all’Istruzione – abbiamo investito moltissimo negli istituti tecnici e previsto 20 milioni di euro per l’alternanza scuola-lavoro”, riferendo che anche la Porsche intende avviare una iniziativa simile a Brindisi.

Tornando alla visita di Giannini in Puglia, il ministro ha anche tenuto a dire, parlando in generale della scuola, che “l’istruzione é la chiave di soluzione del 90% dei nostri problemi“. E ancora: “o tutta la società, nelle sue componenti civile, imprenditoriale, alla parte politica che ha la responsabilità primaria, comincia a capire che quello é il punto centrale, che non ti dà magari i frutti nel semestre successivo, ma nei successivi 10-20 anni, oppure diventa complicato. Mi sembra sia riconosciuto ormai a livello europeo che l’Italia sta facendo esattamente questa inversione di rotta. Ora ci aspettiamo che lo facciano anche altri”.

“Nella Legge di stabilitá – ha ricordato il ministro – sono stanziati, in tempi ancora molto complessi, tre miliardi di euro, che testimoniano la volontá di questo governo di fare di questo settore quello cardine. Dobbiamo dare sostenibilità ai nostri progetti, e questo significa non solo un grande piano di assunzioni e formativo degli insegnanti, non solo l’alternanza scuola-lavoro ma creazione di una cultura di formazione e di collaborazione con l’impresa che poi faccia mettere a ciascuno il suo. Noi ci aspettiamo dalle imprese, italiane o straniere, che operano nel nostro Paese questo stesso tipo di disponibilità e di investimenti che abbiamo visto qui alla Bosch”.

 

 

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Nel pomeriggio, Giannini, si è recata alla ‘Antica Masseria dell’Alta Murgia’, struttura confiscata alla mafia nel 2011 e oggi da lei inaugurata ad Altamura (Bari) dopo la riconversione a fini sociali. “I ragazzi – ha detto Giannini – sono molto sensibili a questo. Poter essere ospitati, avere attività ricreative e formative in un edificio che è stato confiscato alla mafia, significa avere la consapevolezza che c’è uno Stato che agisce”. La struttura è stata assegnata in comodato d’uso gratuito ad un’associazione temporanea di scopo, di cui fanno parte l’Associazione italiana Alberghi per la gioventù, il network ‘Più scuola meno mafia’ e una rete di scuole del territorio. All’interno della struttura sarà realizzato il progetto ‘Forte’ (Formazione, orientamento, reinserimento, tutorship, empowerment) che prevede la creazione di un Centro per il contrasto alla dispersione scolastica, per la formazione in alternanza scuola-lavoro e per il supporto a giovani con disagio.

 

 

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