Bufera attorno alla bozza delle Nuove Indicazioni Nazionali per i licei: come abbiamo scritto, sessanta prof universitari si sono espressi contro i nuovi programmi di filosofia con una petizione: tra i firmatari, come riporta La Repubblica, figurano Massimo Cacciari, Giuseppe Licata e Gaetano Lettieri. Le Indicazioni Nazionali del secondo ciclo, lo ricordiamo, sono state pubblicate, sotto forma di bozza, il 22 aprile.
Dovendo indicare, anche se a titolo esemplificativo e non vincolante, quali sono i filosofi e le filosofe meritevoli di essere studiati, scrivono i docenti nella petizione, i programmi elaborati dalla commissione procedono alla “temeraria esclusione” di alcuni grandi classici della tradizione moderna e contemporanea, “veri e propri giganti della filosofia razionalista e materialista e, più in generale, del pensiero critico”. Di chi si parla? Per limitarsi “ai casi più sconcertanti” mancano Spinoza, Leibniz e Marx.
A dire la sua, ai microfoni de Il Corriere della Sera, il docente e youtuber Matteo Saudino, noto come Barbasophia. “L’ho vista come una ingerenza, anche abbastanza pasticciata, sono linee guida confuse, ideologiche. Puntare sempre sulla centralità dell’Occidente e dell’Italia è imbarazzante, inquietante. Croce e Gentile sono importantissimi, ma non sono filosofi da taglia XXXL come gli altri, che sono filosofi del razionalismo abbastanza lontani dall’idealismo e dallo spiritualismo di Valditara”.
“Per fortuna noi insegnanti possiamo appellarci all’articolo 21 della Costituzione e decidere di insegnare ciò che preferiamo. Non voglio sembrare polemico, ma proprio autori come questi possono aiutare i ragazzi a orientarsi oggi nel mondo. Marx, che qualcuno ancora crede che sia un comunista, ci ricorda che il capitalismo porta con sé un grande problema, mercifica tutto, mette a merce il mondo, la natura, i rapporti umani, le emozioni. E noi oggi viviamo in un mondo mercificato. Spinoza ci ricorda che l’uomo non è una mente separata da corpo, come dice Cartesio, ma fusa insieme al corpo, dobbiamo capire che siamo logos ma anche emozione, e nella relazionalità tra questi due aspetti viene l’equilibrio che permette eventualmente di essere felici”, ha aggiunto.
Ma la filosofia serve ancora? Ecco la sua risposta: “La filosofia è utilissima, e viva e lotta insieme a noi. In un momento di grande confusione, la filosofia è una bussola che prova a orientare i ragazzi, pone tante domande, ma dà anche tante risposte, anche diverse, è una nemica della banalità, della semplificazione, del qualunquismo, del fodnamentalismo, perché porta con sé domande dubbi e tentativi di risposte e quindi permette di stare al meglio al mondo”.
Ecco cosa si dovrebbe fare, secondo lui, per avvicinarsi ai giovani studenti: “Non c’è una ricetta, servono passione, empatia, preparazione e sprattutto serve aprire finestre sul loro mondo e sulla contemporaneità, le materie devono essere vive, la scuola deve essere un laboratorio attivo, vivo. Contemplare il passato ci serve solo per capire il presente, le discussioni che intraprendo con i miei studenti hanno sempre un aggancio all’attualità, bisogna far capire loro che quegli autori sono come compagni di viaggio, passeggiamo con loro”.
Saudino ha anche fatto una proposta per migliorare la scuola: “Mettere al centro dei programmi la scuola, ma non facendo riforme a costo zero, mettendoci dei fondi, dei soldi, e non per cambiare la scuola con la tecnologia, non è quello di cui abbiamo bisogno. La scuola ha bisogno di professori motivati, spazi sani, cultura dell’umanesimo, attenzione alla persona”.