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Prima ora | notizie del 17 luglio

17.07.2026

Nuove Indicazioni nazionali licei, cosa dice il CSPI: aperture, criticità e richieste di revisione – ANALISI

Il parere espresso dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (seduta plenaria n. 170 del 14/07/2026) sulle nuove Indicazioni nazionali per i licei restituisce un giudizio articolato, nel quale apprezzamento e critica convivono in modo evidente. 

Il CSPI non respinge l’impianto complessivo del documento e ne riconosce l’ambizione culturale e alcuni significativi elementi di innovazione. Allo stesso tempo, individua numerose criticità che, a suo giudizio, richiedono interventi non soltanto formali, ma anche strutturali.

Il quadro che emerge è quindi quello di un parere sostanzialmente interlocutorio: il Consiglio condivide alcune scelte di fondo, apprezza l’attenzione riservata a temi contemporanei e riconosce il lavoro di affinamento realizzato dopo le consultazioni, ma chiede maggiore chiarezza concettuale, coerenza interna, sostenibilità operativa e attenzione alle condizioni reali delle scuole e degli studenti.

L’analisi che segue ha lo scopo di presentare in sintesi (e quindi per punti) il lungo documento del CSPI (12 pagine fitte) evidenziano in particolare:

  • aspetti ed elementi condivisi
  • elementi per i quali il CSPI chiede una o più modifiche
  • aspetti su cui il CSPI esprime dissenso più netto
  • punti di forza – secondo il CSPI – nelle indicazioni
  • punti di debolezza– secondo il CSPI – nelle indicazioni

Aspetti che il CSPI condivide

  • L’impostazione sull’intelligenza artificiale: il CSPI condivide esplicitamente che l’AI venga trattata come “un autentico cambio di paradigma” — non una semplice tecnologia di supporto, ma un fenomeno che incide su apprendimento, costruzione della conoscenza e comunicazione — e che debba essere affrontata sia come oggetto di studio critico sia come opportunità metodologica. Definisce questo paragrafo “tra i più elaborati del testo”.
  • La “scuola dell’adolescenza”: accoglie positivamente il riconoscimento del ruolo dei licei nell’accompagnare gli adolescenti nella costruzione della propria soggettività.
  • L’accezione di “merito” legata alla fioritura dei talenti individuali (anziché alla sola competizione comparativa) — pur chiedendo di esplicitarla meglio (vedi sotto).
  • La sezione su empatia, relazioni e rispetto, in continuità con il primo ciclo.
  • L’internazionalizzazione: apprezza il richiamo esplicito a CLIL ed e-Twinning e il collegamento con la cittadinanza globale.
  • La funzione formativa (non addestrativa) della formazione scuola-lavoro e l’approfondimento sulla funzione formativa della valutazione.
  • In generale, riconosce il lavoro di affinamento fatto dopo le audizioni pubbliche.

Aspetti che il CSPI chiede di modificare/integrare

È la parte più corposa del parere. Questi i punti principali:

  • Profilo dello studente: ripristinare una sezione autonoma e identificabile (oggi assorbita nell’apertura di “Obiettivi generali”), chiarendone il rapporto col PECuP previgente, oggi definito in modo incoerente (“preambolo” in un punto, “strumento di raccordo” in un altro).
  • Coerenza terminologica: chiarire il rapporto tra la nuova tripartizione “conoscenze dirette/abilità/conoscenze proposizionali” e il quadro europeo conoscenze-abilità-competenze, che convivono nel testo senza un raccordo esplicito; dedicare un paragrafo apposito a definire i confini tra obiettivi specifici, conoscenze, abilità e competenze.
  • Scuola dell’adolescenza: dare più peso a dimensioni relazionali, affettive, corporee, etiche; inserire il passaggio preadolescenza-adolescenza; sostituire “consenso” (a voler apprendere) con “scelta”.
  • Merito: esplicitare già nella Premessa la distinzione tra merito come valorizzazione personalizzata e merito come graduatoria comparativa, bilanciandolo con l’equità.
  • Violenza di genere: integrare il paragrafo sull’empatia con un riferimento esplicito all’art. 14 della Convenzione di Istanbul.
  • AI: ampliare i riferimenti all’epistemologia (attendibilità delle fonti, metodologia della ricerca); valutare se mantenere la trattazione di principio solo in Premessa, visto che contenuti simili si ripetono quasi identici in tutte le premesse disciplinari degli allegati.
  • Internazionalizzazione: aggiungere riferimenti concreti a Erasmus+, reti internazionali di scuole, finanziamenti europei.
  • Formazione scuola-lavoro: maggiore coordinamento con il paragrafo sull’orientamento; riferimenti normativi più puntuali (DM 133/2025, DPR 122/2009 come modificato).
  • Dati di riferimento: chiarire cosa siano le “indagini sul benessere scolastico” citate, e ricordare che PISA è campionaria mentre INVALSI è censuaria — quindi non paragonabili come base per le scelte curricolari delle singole scuole.
  • Valutazione: ricordare che le richieste di maggiore collegialità (rubriche, criteri comuni) vanno lette nel rispetto dell’autonomia didattica e del pluralismo metodologico (art. 3, comma 2, dPR 275/1999).
  • Sperimentazioni (es. Liceo Classico Europeo): chiede che siano menzionate nel testo, oggi assenti.
  • Discipline: alleggerire e uniformare l’architettura interna dei vari allegati, separando obiettivi (prescrittivi) da conoscenze (esemplificative), prendendo a modello la struttura di Lingua e cultura straniera.
  • Minoranza slovena: urgenza di definire le Linee guida mancanti per lingua/letteratura slovena e per Storia e Geografia nelle scuole con quella lingua d’insegnamento.
  • Aspetti tecnici: eliminare dalla Premessa un paragrafo che fa ancora riferimento a una bozza di consultazione ormai superata.

Aspetti che il CSPI non condivide o su cui esprime dissenso più netto

Il parere non contiene bocciature nette, ma alcune osservazioni sono critiche sostanziali più che semplici richieste di forma:

  • La rappresentazione degli adolescenti è giudicata “ideale”: il CSPI segnala che nel testo non emergono a sufficienza fragilità, disuguaglianze sociali, difficoltà, né viene approfondito il tema dell’equità — una critica di fondo all’impianto valoriale del documento.
  • Rischio di deriva trasmissiva: nella sezione sull’organizzazione del curricolo, l’accento posto sulle “conoscenze disciplinari” come base delle competenze viene segnalato come rischioso, perché potrebbe “far emergere una scuola dell’insegnamento trasmissivo”, limitando la ricchezza della funzione docente; il CSPI ricorda esplicitamente che la conoscenza “meccanicamente memorizzata e restituita” non è vera conoscenza.
  • Il processo di consultazione è giudicato insufficiente: il CSPI osserva che un’interlocuzione più approfondita con le scuole avrebbe potuto far emergere una maggiore sostenibilità degli obiettivi proposti — un’osservazione che mette in discussione la qualità del percorso partecipativo seguito finora, non solo il testo.

Punti di forza

  • Ambizione di essere un “ripensamento strutturale” e non una semplice revisione, nel rapporto tra discipline, scuola e società.
  • Trattazione avanzata e equilibrata dell’intelligenza artificiale, con salvaguardia esplicita del ruolo del docente come mediatore.
  • Apertura interculturale e internazionale (CLIL, e-Twinning, cittadinanza globale).
  • Superamento di una lettura puramente competitiva del merito.
  • Attenzione esplicita a empatia, relazioni, contrasto alla violenza e alla discriminazione.

Punti di debolezza

Perdita di visibilità “architettonica” del Profilo dello studente, oggi non più sezione autonoma.

  • Sovrapposizioni e incoerenze terminologiche tra diverse classificazioni di conoscenze/abilità/competenze usate nel documento.
  • Visione idealizzata dell’adolescenza, poco attenta a equità e fragilità.
  • Rischio di un’impostazione più trasmissiva che dichiarata.
  • Assenza di riferimenti concreti a strumenti di mobilità/internazionalizzazione e alle sperimentazioni esistenti.
  • Disomogeneità nella struttura interna dei diversi allegati disciplinari.
  • Lacune normative ancora aperte per la minoranza linguistica slovena.

Conclusione

Il parere si chiude ricordando che è stato approvato a maggioranza, non all’unanimità — un dettaglio che segnala la presenza di posizioni interne non pienamente convergenti nel Consiglio stesso.

In estrema sintesi credo si possa dire che il CSPI condivide l’orientamento culturale generale delle nuove Indicazioni e ne apprezza diversi elementi innovativi, ma non esprime un’adesione incondizionata. Chiede al contrario una revisione significativa dell’architettura concettuale e disciplinare, una maggiore attenzione a equità, fragilità e sostenibilità, e segnala alcune criticità sostanziali: la visione idealizzata dell’adolescenza, il rischio di una didattica trasmissiva e un coinvolgimento delle scuole non sufficientemente approfondito.

Questi elementi, del resto, sono proprio quelli che gli esperti che in questi mesi sono intervenuti nel dibattito avevano e hanno più volte segnalato come criticità.

La commissione Perla non ha ritenuto di intervenire su esse perché – immagino – non le considera criticità ed anzi, per alcuni aspetti, sottolinea che esse costituiscono gli elementi chiave di “innovazione” delle indicazioni nazionale 2026 per i licei. Tra tutti, ad esempio, l’elemento della nuova centralità delle discipline e delle conoscenze disciplinari.

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