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Prima ora | notizie del 16 luglio

16.07.2026
Aggiornato alle 12:20

Indicazioni Nazionali licei, bozza approvata dal Cspi: si parte nel 2027?

Nuove Indicazioni Nazionali per i licei: dopo che, come abbiamo già scritto, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato a fine giugno l’invio al Consiglio superiore della pubblica istruzione per il parere consultivo oggi, 16 luglio, arriva un responso.

Come riporta Flc Cgil il Consiglio, con parere del 14 luglio, con 22 voti favorevoli e 12 contrari, ha approvato il parere sullo schema di Regolamento.

Ecco i principali suggerimenti forniti dal Cspi:

1. Revisione della Struttura e Sostenibilità

  • Ripristino del “Profilo dello studente”: il CSPI chiede di dedicare una sezione specifica a questo profilo, che attualmente è assorbito negli obiettivi generali, per chiarire meglio il suo ruolo di riferimento sovraordinato rispetto agli apprendimenti.
  • Definizione dei termini: viene suggerito di creare un paragrafo che definisca chiaramente i confini e le relazioni tra obiettivi specifici, conoscenze, abilità e competenze, per evitare confusione terminologica e disomogeneità nella programmazione delle scuole.
  • Semplificazione delle discipline: si consiglia di “alleggerire” l’architettura interna delle singole materie, rendendola più agile per il lavoro quotidiano dei docenti.

2. Metodologia e Didattica

  • Obiettivi prescrittivi e conoscenze suggerite: il CSPI propone che solo gli obiettivi di apprendimento siano prescrittivi, mentre le conoscenze dovrebbero essere indicate a titolo esemplificativo o suggerito, per rispettare la libertà di progettazione dei docenti e l’autonomia scolastica.
  • Nuclei tematici irrinunciabili: si suggerisce di individuare i concetti chiave (nuclei tematici) essenziali per ogni disciplina per garantire il successo formativo.
  • Apprendimento attivo: il parere sprona a inserire riferimenti più decisi alle metodologie laboratoriali e a valorizzare la “curiositas” come motore del piacere di apprendere, andando oltre lo studio tradizionale.

3. Educazione e Società

  • Adolescenza a 360 gradi: si suggerisce di non limitarsi alla dimensione culturale, ma di evidenziare nel testo l’importanza delle esperienze relazionali, affettive, corporee ed etiche necessarie alla crescita dell’adolescente.
  • Merito ed Equità: il CSPI chiede di esplicitare meglio che il “merito” è la valorizzazione dei talenti personali e deve essere sempre bilanciato con l’equità, per evitare che diventi uno strumento di competizione o selezione.
  • Violenza contro le donne: viene chiesta l’integrazione di un riferimento specifico al contrasto della violenza contro le donne, richiamando la Convenzione di Istanbul.

4. Tecnologia e Intelligenza Artificiale

  • Epistemologia delle fonti: sull’IA, il CSPI suggerisce di potenziare i riferimenti alla capacità critica di valutare l’autorevolezza e l’attendibilità delle fonti (metodologia della ricerca), evitando che l’uso del digitale diventi una delega cognitiva.
  • Evitare ripetizioni: si propone di mantenere i principi generali sull’IA nella Premessa, lasciando alle singole discipline solo le declinazioni specifiche, per evitare che i contenuti si ripetano identici in tutti gli allegati.

5. Internazionalizzazione e Formazione Lavoro

  • Strumenti concreti: per l’internazionalizzazione, il suggerimento è di menzionare esplicitamente strumenti come Erasmus+, le reti internazionali e i finanziamenti europei, che sostengono concretamente la mobilità.
  • Formazione scuola-lavoro (FSL): si chiede di garantire che la FSL non sia una somma di esperienze occasionali, ma un percorso di alto profilo culturale coerente con l’indirizzo di studi.

6. Valutazione e Autonomia

Rispetto della libertà d’insegnamento: pur apprezzando la spinta verso la valutazione collegiale (rubriche e criteri comuni), il CSPI suggerisce di chiarire che questo non deve annullare la libertà di insegnamento e le diverse opzioni metodologiche previste dal PTOF.

Flc Cgil vota contro

La FLC CGIL ha espresso voto contrario, ritenendo che il testo rappresenti un arretramento culturale e pedagogico rispetto ai principi che hanno orientato negli ultimi decenni l’evoluzione della scuola democratica e dell’autonomia scolastica. Pur apprezzando il lavoro istruttorio svolto dalle Commissioni del CSPI, che ha consentito di accogliere nel parere numerose osservazioni avanzate dalla FLC CGIL – dalla sostenibilità dell’impianto alla tutela della professionalità docente, dalla rappresentazione dell’adolescenza ai rischi di una didattica prevalentemente trasmissiva – il documento approvato non mette sufficientemente in evidenza le criticità di fondo delle nuove Indicazioni.

Come riporta Italia Oggi, l’entrata in vigore, sarà progressiva, a partire dalle prime classi, dall’anno scolastico 2027/2028.

La gradualità riguarda anche i libri di testo: solo le classi che entrano via via nel nuovo regime adotteranno manuali conformi, mentre le altre proseguiranno con quelli in uso fino a esaurimento. A questo è legato il nodo dei tempi: a maggio Giorgio Riva, Presidente del Gruppo educativo dell’Associazione Italiana Editori, che riunisce chi si occupa dell’editoria scolastica, aveva parlato di “tempi molto compressi” e posto una condizione perché i manuali potessero essere aggiornati e stampati per tempo: che il testo definitivo fosse pronto “al più tardi entro la seconda metà di giugno“, condizione formalmente rispettata.

Al docente si chiede “una rigorosa preparazione scientifica e culturale. Il docente non si aggiorna, ma propriamente studia”. A sostenere questa preparazione provvede il Piano nazionale di formazione, strumento a cadenza triennale introdotto e finanziato dalla Legge 13 luglio 2015, n. 107, che definisce la formazione dei docenti “obbligatoria, permanente e strutturale” e la finanzia con risorse dedicate; la prossima edizione dovrebbe recepire le nuove Indicazioni, sia per quel che riguarda le discipline, sia per le innovazioni di metodo.

Per quanto riguarda il superamento della separazione tra licei e istituti, spesso invocata da Valditara, riscrivere le Indicazioni non basta: la separazione appartiene all’architettura degli ordinamenti, e il suo superamento, come lo stesso ministro ha riconosciuto, richiederebbe ulteriori passaggi legislativi per definire programmi, orari e finalità dei percorsi.

Le novità

Come riporta Il Sole 24 Ore, ci sarebbe una novità: nelle traduzioni si dovrà adottare un approccio diverso, con strategie plurali e laboratoriali. Un esempio: le versioni di latino dovranno sempre più assomigliare, a quanto pare, ad esercizi di problem solving.

Entra in classe anche l’intelligenza artificiale: in particolare, al quinto anno, si collegherà con la matematica.

Uno dei fili conduttori della riforma di Valditara riguarda poi la distinzione tra licei e istituti tecnici. Secondo gli esperti ministeriali “appartiene ad una visione del mondo che non corrisponde più alla realtà”. E i docenti? A quanto pare nella bozza c’è scritto che devono studiare, non solo aggiornarsi.

La novità principale? Manzoni, con i suoi Promessi Sposi, resta al secondo anno delle scuole superiori. Marcia indietro, quindi: nella bozza pubblicata lo scorso 22 aprile, c’era scritto che il romanzo di Manzoni non era più vincolante al biennio. L’insegnante, sempre secondo la bozza, poteva sostituirlo con altri libri più accessibili linguisticamente, rimandando la lettura al quarto anno, quando si studia la letteratura dell’epoca manzoniana.

La Divina Commedia, inoltre, non si studierà solo al terzo e al quarto anno, rimarrà tutto com’è: verrà proposta agli studenti anche al quinto anno.

Novità anche relative alla filosofia: si tratteranno i concetti di persona, libertà, separazione dei poteri, parità, merito, ma anche famiglia e proprietà privata, partendo dall’analisi del dibattito della Costituente. Per la prima volta le Indicazioni dedicano una riflessione organica all’adolescenza come fase specifica della formazione liceale. È il tempo, si legge nel documento, “delle cose che accadono per la prima volta”, nel quale il giovane costruisce relazioni autonome e misura se stesso in uno spazio progressivamente più libero.

Il liceo viene così definito come il luogo della «costruzione della soggettività giovanile», chiamato ad accompagnare gli studenti nella formazione della propria identità personale e culturale.

Tra i principi guida emerge anche una particolare concezione del merito, inteso come impegno che consente di realizzare a pieno i propri talenti.

In questa prospettiva la libertà non coincide con l’assenza di regole, ma con la capacità di esercitare il giudizio critico e di “esprimere dissenso in modo argomentato”.

Sulla filosofia si propongono due modalità complementari di studio. La prima segue lo sviluppo storico del pensiero: dall’antichità all’idealismo tedesco nel secondo biennio, fino al Novecento nell’ultimo anno. La seconda è tematica e affianca il percorso storico con l’approfondimento di questioni e concetti fondamentali della riflessione filosofica. I due approcci si integrano.

Identità, lettura e cultura occidentale

Due le direttrici principali indicate dal ministro: “rafforzare la consapevolezza di un’identità e realizzare la rivoluzione delle materie STEM”. Sul primo fronte, i programmi di storia daranno ancora più spazio alla centralità dell’Occidente, dell’Europa e dell’Italia, “senza preclusioni alla conoscenza delle altre civiltà”. Restano cardini dello studio letterario Dante, Manzoni e – novità – l’obbligo di studiare Omero e l’Odissea, insieme ad alcuni brani della Bibbia “non per una visione religiosa, ma perché costituiscono ispirazione fondamentale della letteratura e dell’arte occidentale”. Grande attenzione anche alla storia dell’arte e al patrimonio artistico legato ai territori. Sul fronte della lettura, le Indicazioni prevedono che nel primo biennio vengano letti almeno sei libri cartacei: “uno stimolo necessario per lo sviluppo delle capacità cognitive dei giovani”, sottolinea Valditara in un’intervista a Italia Oggi, in continuità con l’eliminazione del cellulare dalle scuole. I Promessi sposi, dopo le polemiche sulle bozze che li collocavano al quarto anno, restano al secondo: “È opera fondamentale per comprendere la storia linguistica, culturale e civile del nostro Paese”, ha chiarito il ministro.

Filosofia, matematica e intelligenza artificiale

Nello studio della filosofia viene recuperata la dimensione cronologica, integrata da approfondimenti tematici. Novità rilevante: l’inserimento dello studio delle radici filosofiche della Costituzione, con riferimento al dibattito dell’Assemblea Costituente su concetti come democrazia, libertà, sovranità popolare e separazione dei poteri. Per la matematica, la rivoluzione consiste nel “partire dall’osservazione della realtà per arrivare alla teoria”. Infine, l’intelligenza artificiale entrerà nei licei sia come materia di studio sia come strumento per potenziare le discipline STEM, con l’obiettivo di imparare a utilizzarla in modo critico.

LEGGI GLI APPROFONDIMENTI SULLE NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI

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