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Aggiornato il 12.03.2026
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Nuove Indicazioni primo ciclo: a settembre si parte, con qualche dubbio ancora su storia e latino

Con  una nota a firma della  Capo Dipartimento Carmela Palumbo, il Ministero dell’Istruzione del Merito, ricorda alle scuole che a partire dal prossimo mese di settembre il sistema educativo italiano vivrà una trasformazione significativa con l’adozione delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, introdotte dal decreto ministeriale 9 dicembre 2025, n. 221.

Dopo quattordici anni, – se legge nel Documento – il Ministero aggiorna le linee guida per rispondere a un quadro sociale profondamente mutato, segnato dall’accelerazione delle tecnologie digitali e dalle nuove raccomandazioni europee.

Le nuove Indicazioni – sottolinea il documento del Ministero – non si limitano a un aggiornamento tecnico, ma delineano una visione della scuola come spazio pubblico per la costruzione di valori democratici e costituzionali. Tra le priorità emerge la volontà di restituire centralità alla figura dell’insegnante, visto non solo come esperto di didattica, ma come vera e propria guida culturale ed educativa.

Questi i principali obiettivi che si pongono le nuove Indicazioni:

  • valorizzare il ruolo della scuola come spazio pubblico di costruzione di legami e di apprendimento dei valori democratici e costituzionali;
  • restituire centralità e incisività al ruolo dell’insegnante, inteso non solo come professionista dell’istruzione, ma soprattutto come guida culturale ed educativa;
  • promuovere l’avvicinamento alle radici linguistiche e culturali della civiltà europea anche attraverso l’insegnamento del latino per l’educazione linguistica;
  • valorizzare la narrazione storica, la consapevolezza dell’eredità europea e il rapporto di continuità e alterità che lega il presente al passato, favorendo l’interconnessione con l’educazione civica;
  • potenziare la scrittura a mano e il riassunto come esercizio per favorire la chiarezza, la logicità e la coerenza espositiva;
  • ristabilire il valore della ‘regola’ grammaticale e l’importanza della sintassi;
  • valorizzare le competenze operative, creative e digitali, anche grazie all’introduzione dell’informatica e a un primo approccio all’Intelligenza Artificiale

Il nuovo curricolo punta dunque, in estrema sintesi, a un equilibrio tra tradizione e innovazione:

  • Ritorno alle basi: Viene dato nuovo risalto alla scrittura a mano, al riassunto, alla grammatica e alla sintassi, considerati strumenti essenziali per la chiarezza e la logicità del pensiero.
  • Radici Europee: Si promuove l’avvicinamento alle origini della civiltà europea, anche attraverso l’introduzione del latino per l’educazione linguistica (LEL).
  • Futuro e Tecnologia: L’informatica e un primo approccio all’Intelligenza Artificiale entrano ufficialmente nel curricolo fin dalla scuola primaria, promuovendo un uso critico e consapevole degli strumenti digitali.

Le principali novità disciplinari

Il cambiamento toccherà diverse aree di studio. In storia, ad esempio, il programma della scuola primaria verrà ampliato per includere eventi come l’espansione islamica e le radici della civiltà giuridica moderna, garantendo una maggiore continuità con il ciclo secondario. Proprio sulla storia, però si segnala un piccolo problema.

  • Con le Indicazioni 2012, in quinta primaria si arriva fino alla fine dell’Impero romano d’Occidente.
  • Le nuove Indicazioni 2025 includono anche argomenti successivi (regni romano-barbarici, monachesimo e biblioteche, Costantinopoli e l’Impero romano d’Oriente, codificazione di Giustiniano, espansione islamica).

Per questo, gli studenti che entreranno in prima media nel 2026/2027 potrebbero non aver studiato parte di questo periodo storico. Le scuole dovranno quindi organizzarsi per colmare questo “vuoto” temporale..

Per quanto riguarda il latino (LEL), le scuole medie potranno attivarlo su base opzionale a partire dalle classi seconde e terze, idealmente per almeno un’ora settimanale, utilizzando gli spazi di autonomia scolastica. E anche per il latino c’è un problema.
Il Ministero, infatti, suggerisce che potrà essere utilizzato, laddove possibile, lo spazio di approfondimento in materie letterarie, ovvero le attività potranno essere organizzate in orario extracurricolare per l’intera classe o per gruppi di alunni anche di classi diverse.
Qualora non siano presenti nell’organico dell’autonomia insegnanti in possesso di specifiche competenze, potranno essere stipulate convenzioni con istituti di istruzione secondaria di secondo grado che erogano l’insegnamento del latino.

Tempi e modalità di attuazione

L’adozione delle nuove Indicazioni inizierà ufficialmente con l’anno scolastico 2026/2027. L’avvio sarà immediato per tutte le sezioni della scuola dell’infanzia, mentre per la primaria e la secondaria di primo grado la transizione sarà graduale, partendo dalle classi prime.

Le istituzioni scolastiche dovranno aggiornare il proprio Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF) e i criteri di valutazione entro l’avvio del 2026/2027, garantendo che anche i libri di testo siano adeguati ai nuovi standard. Per supportare questa fase, il Ministero ha previsto specifiche misure di accompagnamento e formazione per dirigenti e docenti.

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