Torna la geografia come materia a sé: questo quanto sarebbe previsto nelle Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola secondaria, su cui il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara si sta concentrando dopo aver concluso i lavori su quelle del primo ciclo.
A quanto pare, nella bozza delle Nuove Indicazioni per il secondo ciclo, ancora non pubblicata, sarebbe previsto il ritorno della geografia a scapito della geostoria, unione di storia e geografia. Come riporta Il Corriere della Sera, la geografia verrà sì ripristinata come materia a sé stante ma il monte orario non cambia: cambieranno solo i libri di testo che da uno diventeranno due.
La commissione guidata dalla professoressa Loredana Perla ha completato il lavoro per la revisione dei programmi: lo ha confermato ieri, 23 marzo, all’Ansa. Ecco le parole dell’esperta, riportate da Il Messaggero: “Abbiamo concluso il nostro lavoro e lo abbiamo consegnato, sarà poi il ministero dell’Istruzione a darne comunicazione e fornire i particolari”.
Torna la geografia, appunto, come materia autonoma – addio alla “geostoria” –, ma in compenso la storia sarà incentrata più sull’eredità dell’Occidente e meno sul resto del mondo. L’Eurasia e l’Estremo Oriente faranno capolino invece nei programmi di lingue, dove verranno introdotti dei sillabi specifici per il russo e il cinese, che mancavano nelle vecchie indicazioni.
Lo studio del greco antico, inoltre, scrive La Repubblica, prevederà la drammatizzazione come strumento didattico.
Anche le ore di italiano saranno ispirate al principio del “primato della lingua italiana “richiamato dalla Corte Costituzionale. Ci sarà un paragrafo specifico anche sull’Intelligenza artificiale che dovrebbe essere impiegata trasversalmente un po’ in tutte le discipline – previa (si suppone) accurata formazione dei docenti che in genere dei nuovi chatbot ne sanno assai meno dei loro alunni.
Positivo il commento dei presidi di Anp: “L’impianto è positivo: ci sono vari aspetti di novità in ordine all’Ia, alla geografia, alla nuova visione del mondo antico che assume maggiore vivacità: un ottimo lavoro che era necessario, mantenendo sempre le competenze essenziali, serviva una rivisitazione e rimodulazione dei programmi in una ottica attuale più vicina al mondo degli studenti e alle competenze che servono per il futuro”, commenta Cristina Costarelli, presidente dei presidi di ANP Lazio.
Per il docente e scrittore Christian Raimo, invece “la ratio di queste indicazioni racconta di una scuola che legge il mondo contemporaneo con gli occhi di chi non soltanto disprezza ma non riconosce l’importanza delle rivoluzioni didattiche che ci sono state dal ’68”.
Dalle prime indiscrezioni, riportate da Il Corriere della Sera, sembra di capire che l’impianto culturale alla base del processo di riscrittura dei programmi sia molto simile a quello che ha ispirato la prima parte del lavoro: gli esperti delle varie materie – docenti universitari, accademici della Crusca, artisti e musicisti – sono in buona parte gli stessi, come pure la coordinatrice Loredana Perla, ordinaria di didattica e pedagogia speciale.
Come ha spiegato Perla, intervistata dal Fatto Quotidiano, i programmi saranno incentrati “su una visione approfondita del mondo dal quale veniamo e della sua eredità culturale”, ovvero più sulle cosiddette radici giudaico-cristiane (e greco-romane) che sugli scambi e le contaminazioni culturali attivi nel Mediterraneo fin dalle origini. Quanto alla geografia verrà sì ripristinata come materia a se stante ma il monte orario non cambia: cambieranno solo i libri di testo che da uno diventeranno due.
Totalmente nuova è la commissione di esperti per la filosofia: fra i docenti coinvolti anche Massimo Mugnai, professore emerito della Normale di Pisa. Da quanto anticipato dalla professoressa Perla sembrerebbe però di capire che le nuove indicazioni accentueranno “l’aspetto interpretativo senza svalorizzare quello storico”.
Quanto alla letteratura, la commissione presieduta da Claudio Giunta, docente a Trento e saggista, tenta un avvicinamento alla Gen Z introducendo nei programmi le graphic novel e la lettura di copioni teatrali o cinematografici. Infine oltre a rendere curriculare la sperimentazione del Clil – l’insegnamento di una materia in lingua straniera – ci sarà la possibilità di fare l’alternanza scuola-lavoro all’estero.
Ecco le parole di Valditara al punto stampa a margine della Fiera Didacta Italia 2026 in merito alle Indicazioni del secondo ciclo in arrivo: “La coordinatrice è sempre la professoressa Loredana Perla. So che le commissioni hanno concluso i loro lavori, hanno trasmesso i lavori agli uffici del Ministero e quindi sta procedendo l’iter”.
La revisione dei programmi di studio di studio sarebbe tra le priorità dell’indirizzo politico istituzionale del Ministero per l’anno 2026. La proposta di riforma che entrerà in vigore presumibilmente da settembre 2027.
Di recente si è parlato molto dell’insegnamento della geografia, soprattutto per quanto riguarda i nuovi istituti tecnici. A leggere i nuovi quadri orari degli istituti tecnici, per la revisione dell’assetto ordinamentale, pubblicati da pochi giorni dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, la disciplina arretra ulteriormente.
Al punto che in alcuni corsi si riduce ad una sola ora settimanale: tranne la religione, peraltro non obbligatorio, a nessuna materia viene riservata una considerazione così bassa. Perchè di fatto, già non era presente nei licei e aveva poco spazio negli istituti tecnici e professionali con pochissime ore settimanali: adesso, il quadro si complica.