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02.05.2026
Aggiornato alle 01:00

Intelligenza artificiale, i dipendenti pubblici non hanno cognizione di rischi e responsabilità. Indagine Cgil: c’è voglia di formarsi – INTERVISTA

Durante il convegno sui 20 anni dalla nascita della Flc-Cgil, svolto all’Università Roma Tre di Roma, ‘La Tecnica della Scuola’ ha incontrato Pietro Maioli, funzionario tecnico dell’Università La Sapienza di Roma, tra i promotori di un’indagine nazionale sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito lavorativo.

Dallo studio è emerso che “manca una pianificazione degli investimenti seri per fare quel salto di qualità e anche di tutela, perché l’educazione all’uso degli strumenti è importante anche in termini di tutela del personale che li utilizza”.

“Non ci scordiamo – ha sottolineato Maioli – che un aspetto importantissimo nell’utilizzo di questi strumenti è anche la responsabilità individuale, che ha ricadute anche sulla responsabilità civile”.

L’intervista

Maioli, alla Sapienza avete realizzato un’indagine sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito lavorativo. Cosa avete scoperto?

In occasione di questo evento, per i vent’anni della Flc-Cgil, abbiamo inteso rappresentare il livello di utilizzo e le problematiche riscontrate dal personale tecnico amministrativo. L’indagine è stata diffusa sul campo in campo nazionale e abbiamo avuto, rispetto al campione a cui l’abbiamo inviato le domande, circa 11% di risposte. Sostanzialmente è emerso che l’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale da parte del personale è più che altro legato a un’esperienza individuale, più che a un investimento fatto dalle infrastrutture in termini anche di formazione. L’indagine è risultata interessante perché ha fatto emergere alcuni possibili benefici: il personale ha rilevato che chiaramente si riducono i tempi di lavoro di molte pratiche, ha rilevato effettivamente che i documenti prodotti e le analisi dei prodotti sono meno esenti da errori. Questi sono aspetti interessanti. però nello stesso tempo c’è un certo timore nell’utilizzare questi strumenti perché non sono chiari gli ambiti e le tutele, sostanzialmente non è ancora chiaro come possono essere utilizzati.

Quello che sembra emergere è un utilizzo basato sulla propria esperienza personale e non su quello che può essere anche l’investimento dell’ente di appartenenza: quindi, i dipendenti dello Stato che dovrebbero essere meglio formati?

Sì, esatto: diciamo che la cosa principale è che non esistono a livello governativo, anche se è emerso in uno dei piani annuali e triennali di finanziamento. Sotto gli aspetti diciamo sia formativi, sia anche sotto gli aspetti di introduzione di strumenti ad hoc, per rispondere alle esigenze anche dei servizi che offre l’università nei confronti della cittadinanza. Come parte sindacale, riteniamo che queste criticità si possano superare principalmente con un impegno finanziario, che deve essere importante, quindi con una pianificazione, ma anche con un cambio sostanziale del modello di relazioni sindacali a livello nazionale a livello di contrattazione di secondo livello. Proprio perché questi strumenti di intelligenza artificiale vanno ad incidere nella sfera personale e organizzativa, abbiamo l’esigenza di portare sul piano della contrattazione anche queste tematiche.

Tematiche che adesso non sono presenti in ambito scolastico: si parla spesso, anche in occasione del prossimo contratto, che quello dell’IA sarà tema di discussione all’Aran, della possibilità di formare il personale nelle ore di servizio oppure farlo in ore extra, a pagamento. Può essere un punto di partenza importante?

Per quanto riguarda l’ambiente universitario, crediamo che la formazione debba essere svolta in orario di lavoro, magari anche in modo asincrono, perché ormai esistono delle piattaforme di e-learning che permettono di fare formazione anche in tempi compatibili con le esigenze personali di lavoro del personale. Il problema, ripeto, è che manca una pianificazione degli investimenti seri per fare quel salto di qualità e anche di tutela, perché l’educazione all’uso degli strumenti è importante anche in termini di tutela del personale che li utilizza. Perché non ci scordiamo che un aspetto importantissimo nell’utilizzo di questi strumenti è anche la responsabilità individuale, con ricadute di responsabilità civile. Se poi questo utilizzo produce dei documenti che hanno una via per l’esterno, ecco queste garanzie.

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