C’è aria di festa all’interno della maggioranza politica e soprattutto al Ministero per l’approvazione delle Nuove indicazioni nazionali per la scuola secondaria del secondo.
Il testo delle novità è contenuto in una premessa di circa 40-50 pagine e di un pacchetto di modifiche articolato in una decina di capitoli per non meno di altre 400 pagine.
Ovviamente non tutti dovranno leggere tutto perché i 10 capitoli riguardando appunto i diversi indirizzi di studio, dal liceo classico a quello sportivo passando da quello del Made in Italy e delle Scienze umane.
Chi invece dovrà sicuramente leggere tutto o quasi tutto saranno gli esperti che dovranno esprimere il proprio parere per consentire che la nuova “enciclopedia” dei saperi che i giovani dovranno mettere insieme nei prossimi anni.
E qui arrivano i primi dubbi.
Siamo a fine aprile, se la tempistica sarà vicina a quella delle Indicazioni del primo ciclo la cui prima bozza venne presentata a marzo del 2025.
Una ulteriore bozza con le “correzioni” del CSPI la si ebbe nel mese di giugno 2026.
A settembre, e cioè 6 mesi dopo, il Ministero riesce finalmente ad ottenere anche un primo parere interlocutorio del Consigli di Stato in cui vengono evidenziati non pochi problemi di metodo e di merito.
Stando alle dichiarazioni stampa del Ministro Valditara e della sottosegretaria Paola Frassinetti, sembrava che a quel punto tutti i problemi fossero risolti.
E invece per affrontare e risolvere i problemi sollevati dal Consiglio di Stato gli uffici legislativi del Ministero e la stessa Commissione incaricata della stesura del testo finale dovettero lavorare ancora parecchio.
Solo a dicembre il Ministero riuscì a licenziare il testo finale del Regolamento che venne pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del gennaio 2026 con entrata in vigore l’11 febbraio 2026.
A conti fatti si parla di un anno esatto di tempo calcolato dall’uscita della prima bozza.
Ma senza considerare un aspetto fondamentale: l’impatto delle Indicazioni del primo ciclo sull’editoria scolastica è abbastanza ridotto (è quasi inesistente nella scuola dell’infanzia), mentre nella secondaria di secondo grado sarà decisamente più significativo.
Resta il fatto che se si ipotizza che l’intero iter del secondo ciclo sarà concluso nella primavera del 2027, sarà molto improbabile che già a settembre dello stesso anno si possa vedere qualche risultato.
I primi esiti si vedranno a partire da settembre 2028.
Ma se nel frattempo con le elezioni politiche del 2027 ci dovesse essere un cambio di maggioranza, siamo proprio sicuri che non cambierà nulla?
Per intanto ciò che è certo è che le Indicazioni Nazionali attuali rimarranno in vigore per le classi successive alle prime almeno per 5 anni a partire dal 2027.
I liceali d oggi possono quindi dormire sonni tranquilli ancora per un bel po’