Fra le indicazioni contenute nel documento della Commissione Perla per la revisione dei “programmi” della scuola del primo ciclo va segnalata quella relativa alla maggiore attenzione verso le capacità di scrittura e di espressione.
Effettivamente, oggi, in un’epoca dominata da messaggi brevi e interazioni fugaci sui social media, saper scrivere va ben oltre il mettere in fila parole corrette.
Significa prima di tutto strutturare un pensiero, dandogli forma e coerenza in un mondo caratterizzato dalla frammentazione. Questa abilità ha assunto un nuovo e profondo significato, riscoperto anche in ambito istituzionale, come dimostrato dalle recenti indicazioni volute dal ministro Giuseppe Valditara.
Il Ministro ha sottolineato che la riscoperta della lettura e della scrittura è una necessità urgente per contrastare la diffusione dell’analfabetismo di ritorno. Questo non è un passo indietro, ma un’esigenza fondamentale per la nostra società. La proposta di Valditara di riportare l’attenzione sui fondamenti della letto-scrittura, come grammatica, sintassi e ortografia, non è un semplice ritorno a un’educazione nozionistica. È piuttosto un atto di resistenza intellettuale in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale scrive per noi e la comunicazione è ridotta a un susseguirsi di emoticon e meme.
Scrivere non è solo un atto di trascrizione, ma un processo cognitivo profondo che rafforza la logica e la capacità di argomentazione. Quando scriviamo, siamo costretti a ordinare le idee, a eliminare il superfluo e a trovare il modo più efficace per esprimere un concetto. Questo processo non solo migliora la nostra capacità di espressione, ma affina anche il nostro pensiero critico.
La scrittura è un processo cognitivo che ci forza a pensare in modo chiaro e logico. Ignorare i suoi fondamenti è come cercare di costruire un edificio senza conoscere le leggi della fisica: la struttura sarebbe fragile e destinata a crollare.
Per questo, la riscoperta della letto-scrittura è la premessa indispensabile per formare cittadini capaci di leggere, comprendere, analizzare e produrre informazioni. L’analfabetismo di ritorno, o analfabetismo funzionale, è un problema silenzioso ma pervasivo. Non è l’incapacità di decifrare le lettere, ma quella di utilizzare le competenze di base per affrontare le sfide della vita quotidiana.
Un analfabeta funzionale fatica a comprendere un contratto, a interpretare un grafico o a distinguere una notizia vera da una falsa. Questo fenomeno è strettamente legato all’abitudine di consumare contenuti brevi, frammentari e spesso superficiali. La velocità dei social media, dove si passa da un contenuto all’altro in pochi secondi, ha disabituato il cervello alla concentrazione e alla riflessione prolungata. La scrittura, al contrario, richiede tempo, pazienza e dedizione.
Combattere l’analfabetismo di ritorno significa ridare dignità alla parola scritta e al pensiero che essa incarna. Significa insegnare che ogni testo ha un suo scopo, un suo pubblico e una sua struttura. In un mondo in cui la disinformazione si diffonde rapidamente, saper scrivere è una forma di autonomia e di libertà. È lo strumento che ci permette di esprimere le nostre idee in modo chiaro e persuasivo, di partecipare al dibattito pubblico e di difendere le nostre posizioni. La scrittura ci rende protagonisti, non semplici spettatori passivi. Le iniziative che puntano a rafforzare la letto-scrittura non sono un peso o un ritorno al passato, ma un investimento per il futuro. Formare individui che sanno scrivere significa formare cittadini consapevoli, critici e partecipi. La capacità di scrivere oggi è indissolubilmente legata a una lettura critica e consapevole.
Analogamente, la lettura non è un’azione passiva, ma un vero e proprio strumento di conoscenza attiva che ci permette di costruire una solida cultura personale. Senza di essa, il nostro contributo come cittadini sarebbe limitato, basato su preconcetti o informazioni superficiali. Una società prospera e democratica si fonda su cittadini che non sono solo informati, ma che hanno anche gli strumenti per interpretare, analizzare e connettere i vari aspetti della realtà. Leggere significa formarsi, acquisire un bagaglio di conoscenze che ci rende capaci di discernere, di agire con cognizione di causa e di essere parte attiva del cambiamento, non semplici spettatori. La cultura è la forza propulsiva che trasforma l’individuo in un cittadino a tutti gli effetti, capace di incidere sul proprio futuro e su quello della collettività.