Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha trasmesso agli istituti superiori interessati i “Primi orientamenti per la progettazione curricolare finalizzata al passaggio al nuovo ordinamento degli istituti tecnici”, in vista dell’avvio della riforma che prenderà il via proprio dall’anno scolastico 2026/2027 appena avviato.
Il documento – scrive la Uil Scuola – fornisce alle scuole le prime indicazioni per la costruzione del curricolo d’istituto, con particolare riferimento agli ambiti disciplinari, alle quote di autonomia e flessibilità, alla progettazione interdisciplinare, alla didattica laboratoriale e per competenze e ai raccordi con ITS Academy, università e sistema produttivo.
Il documento contiene alcune modifiche rispetto alla prima bozza circolata nei mesi passati. “Tra queste – scrive ancora la Uil Scuola – , in particolare, il ripristino nel primo biennio delle ore delle discipline di indirizzo, attraverso l’eliminazione delle ore inizialmente destinate al curricolo autonomo e la loro restituzione all’area economica e alle scienze sperimentali. È stata inoltre ridotta la quota del curricolo autonomo prevista per il secondo biennio e il quinto anno”.
Sempre il sindacato guidato da Giuseppe D’Aprile tiene a fare sapere che continuerà a chiedere all’amministrazione scolastica centrale “ulteriori interventi per rafforzare le discipline di indirizzo, salvaguardare l’identità culturale e professionale degli istituti tecnici, tutelare gli organici e il personale”.
Una delle 27 pagine del documento (pubblicato sempre dalla Uil Scuola) inviato agli istituti tecnici contiene l’organizzazione del curricolo verticale, con suddivisione in primo biennio, secondo biennio e quinto anno. I tre macro-segmenti sono ciascuno caratterizzati da una specifica finalità pedagogica e ordinamentale.
– Primo biennio (accoglienza, orientamento in itinere e prima conoscenza del settore prescelto):
in questo primo segmento lo studente consolida i nuclei fondanti degli ambiti dell’Area di istruzione generale nazionale e assolve all’obbligo di istruzione. Accanto a questa solida base comune, l’anticipazione dei contenuti propedeutici allo studio dei fondamenti dell’indirizzo, attraverso le discipline degli Elementi di base, consente allo studente di entrare in contatto, già in questa prima fase, con i contesti tecnologici e laboratoriali specifici del percorso prescelto, opportunità che riveste una importante valenza orientativa. Consente infatti agli studenti di misurarsi fin da subito con le realtà operative offrendo loro strumenti conoscitivi per validare la propria scelta in modo consapevole e contrastare sul nascere il fenomeno della dispersione scolastica. Funzionale agli scopi descritti anche la possibilità di anticipazione di percorsi di formazione scuola lavoro dal secondo anno;
– Secondo biennio (specializzazione e professionalizzazione): rappresenta il secondo step della verticalizzazione del curricolo con l’introduzione delle articolazioni in cui l’azione didattica si focalizza in modo significativo verso l’acquisizione delle competenze tecnologiche, informatiche e green, progressivamente sempre più avanzate, pur con una profonda connessione con i saperi umanistici e scientifici dell’area di istruzione generale e trovando un importante supporto dalle esperienze di raccordo con il mondo del lavoro attraverso la programmazione dei percorsi di formazione scuola lavoro.
– Quinto anno (sintesi, orientamento in uscita e transizione post-diploma): l’ultimo anno abbandona la tradizionale logica del mero completamento dei programmi di studio, anche in vista dell’esame di maturità, per assumere una funzione di sintesi che tende al consolidamento delle competenze professionalizzanti e ad avviare un processo anticipato e guidato di transizione consapevole verso il mondo del lavoro e/o verso più elevate specializzazioni nel settore terziario, in particolare quello degli ITS Academy o quello universitario. Lo strumento operativo attraverso cui progettare e governare la transizione dello studente verso il futuro professionale o accademico è quello della flessibilità che le scuole possono utilizzare unitamente all’utilizzo di attività didattiche in tutte le forme di alleanza scuola-impresa. In particolare, le istituzioni scolastiche possono utilizzare i margini di flessibilità oraria e organizzativa per:
o sviluppare moduli di raccordo strutturale e orientamento precoce verso i percorsi di istruzione terziaria degli ITS Academy o verso i corsi di laurea universitari coerenti;
o adattare in modo più stringente l’offerta formativa dell’ultimo anno alle competenze emergenti richieste dal sistema produttivo locale, garantendo che il diplomato si affacci al mondo del lavoro con un profilo professionale aggiornato, dinamico e immediatamente spendibile;
o intensificare la dimensione internazionale, potenziando – ad esempio – l’uso della metodologia CLIL e l’approfondimento dei linguaggi tecnici specialistici richiesti dai mercati europei;
o personalizzare l’ultimo tratto del percorso, calibrando le attività didattiche in base alle attitudini degli studenti e in vista delle prove dell’esame di maturità, inteso come momento di validazione delle competenze effettive.