Teniamoci pronti, perche’ fra pochi giorni, un mese al massimo inizierà la rivoluzione, per lo meno nelle scuole del primo ciclo: lo va ripetendo da mesi il ministro Giuseppe Valditara riferendosi ai nuovi “programmi” scolastici.
La rivoluzione sarà significativa e tutti potranno toccarla con mano (o percepirla con gli occhi).
Intanto la grande novità attesa da tempo: si torneranno a studiare le poesie a memoria, dalle più semplici (Trenta giorni ha novembre, con april, giugno e settembre. di ventotto ce n’è uno, tutti gli altri ne han trentuno) fino a quelle più complesse e difficili che alle volte finiscono persino fra le tracce della maturità (“Sempre caro mi fu questo ermo colle” o “Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane”).
E, restando nell’ambito della lingua italiana, ci sarà – sostiene il ministro, un’altra grande novità: i bambini e le bambine della primaria dovranno imparare il corsivo.
Le ricerche di Emilia Ferreiro e Anna Teberovsky, diffuse in italia grazie anche ad una scienziata come Clotilde Pontecorvo che suggerivano l’uso dello stampatello anche per facilitare l’apprendimento della lettura e della scrittura da parte degli alunni con qualche difficoltà, potranno tranquillamente essere messe in soffitta.
Così come potranno essere archiviati i suggerimenti e le indicazioni di Tullio De Mauro e in particolare i suoi principi sulla educazione linguistica democratica.
Si dovrà invece studiare un po’ di sana grammatica, soffermandosi anche sulla coniugazione dei verbi (compresi il passato remoto di cuocere e il participio passato di splendere (che non esiste ma questo serve a far imparare ai piccoli italiani compresi quelli che sono figli di senegalesi o di filippini che nella nostra strana lingua esistono anche i verbi difettivi).
In storia bisognerà leggere e studiare gli edificanti racconti della madre dei Gracchi che indicando i figli esclamava “Ecco i miei gioielli” e ricordare il sacrificio supremo dei Martiri di Belfiore.
D’altronde Valditara ha ripetuto più volte che sul processo di ominazione e sull’uomo di Neanderthal possiamo benissimo sorvolare.
Insomma tutto dovrebbe funzionare secondo i programmi dl Ministro; ma chi conosce bene la scuola italiana sa benissimo che le cose sono molto più complicate anche perché quelli che Valditara E molti altri continuano a chiamare “programmi”, in realta’ altro non sono che indicazioni per nulla obbligatorie e quindi ci saranno in Italia migliaia e migliaia di insegnanti che continueranno a lavorare esattamente come prima.
Quindi è abbastanza prevedibile che la rivoluzione non ci sarà o sarà molto modesta anche perché, almeno per ora, il Ministero non sembra intenzionato ad attivare un Piano Nazionale di aggiornamento e formazione come era stato fatto in occasioni precedenti.
Né sono in servizio ispettori ministeriali in grado di andare scuola per scuola a verificare cosa stia accadendo.
Almeno nei tempi brevi il rischio è che le inidicazioni restino sulla carta o vengano adottate “a macchia di leopardo”